Il Tirreno

Franchi caccia l’assessore Simoncini

di Mario Moscadelli
Franchi caccia l’assessore Simoncini

Fatale la vicenda sulla stanza concessa alla Misericordia. L’Idv esce dalla maggioranza: «Motivazione ridicola»

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ROSIGNANO. Cacciato l’assessore Luca Simoncini. La decisione era nell’aria da almeno due settimane, ma solo ieri mattina il sindaco ha disposto la revoca della nomina. Il motivo? «Simoncini ha preso una decisione personale che nemmeno io potevo assumere», dice Franchi. Il riferimento è al fatto che l’assessore (ex) dell’Idv ha concesso una stanza del centro civico di Castelnuovo alla Misericordia di Gabbro senza prima confrontarsi con Franchi e la giunta. L’allontanamento di Simoncini dall’esecutivo ha prodotto un altro scossone: l’Idv esce dalla maggioranza.

I motivi di Franchi. Dunque, Franchi ha atteso l’inaugurazione della “sede della discordia” per cacciare Simoncini. «Sono arrivato alla firma del provvedimento con rammarico - attacca il sindaco - e solo al termine di un periodo lungo durante il quale insieme alla giunta ho provato in ogni modo a ricomporre una situazione a dir poco inopportuna e sgradevole, provocata solo ed esclusivamente dall'assessore Simoncini, con una gestione personalistica delle sue attribuzioni». Franchi prosegue. «La revoca è l'ultimo atto di una vicenda che, insieme ad altre, è stata per intero generata da Simoncini e dei cui effetti è il solo e unico soggetto a doversi assumere la responsabilità.

Il suo comportamento ha creato situazioni di difficoltà tecnica e amministrativa e di imbarazzo politico». Franchi aveva chiesto almeno le scuse a Simoncini. «Che non sono mai arrivate. È quindi venuto meno il rapporto fiduciario alla base della nomina ad assessore». Per Franchi «il problema non è l'aver concesso una stanza alla Misericordia, ma l'aver preso una decisione personale che nemmeno il sindaco, da solo, avrebbe potuto assumere. Il tutto è stato maturato senza confronto preventivo con me e gli altri componenti dell'esecutivo e senza alcuna verifica con gli uffici competenti».

Franchi e la Misericordia. Il sindaco entra nel merito degli attriti tra Comune e Misericordia. «La Misericordia è una grande e nobile realtà del nostro comune, che non meritava certo di essere "vittima" di questa incresciosa storia, con tutte le implicazioni, in parte grottesche e in toto imbarazzanti e sgradevoli che si sono susseguite. Luca Simoncini ben conosce, in virtù della delega al patrimonio che gli era stata conferita, la difficoltà e lo sforzo quotidiani nel conciliare le richieste delle tante associazioni che fortunatamente operano nel comune con la scarsità di sedi pubbliche a disposizione. Mai nessuno, prima d'ora, aveva rotto in modo così poco istituzionale questo equilibrio, generando dubbi sull'imparzialità dell'azione amministrativa e mettendo alla berlina l'autorevolezza dell'intera amministrazione». Secondo Franchi, dunque, la presenza di alcuni componenti del Pdl nella Misericordia non rappresenta un’aggravante nel comportamento di Simoncini. «La Misericordia, come la Pubblica assistenza, hanno così tanti soci che non possono avere un’etichetta politica». Sulla storia del crocifisso dice: «Chi mai potrebbe pensare che si sia voluta condurre una assurda e inconcepibile crociata contro i simboli della religione cattolica, anziché chiedere un cortese e ragionevole rispetto di una regola connessa all'uso corretto di una sala pubblica polifunzionale?». Ma perché nessuno della giunta era presente domenica sera a Castelnuovo? «C’era l’assessore Simoncini», taglia corto Franchi. Altra domanda: quando nel giugno 2009 scelse i suoi uomini di fiducia, s’immaginava tutti questi problemi da Simoncini? «Avete una domanda di riserva?». Sì: la famosa lettera alla Misericordia su crocifisso e benedizione l’ha suggerita lei alla dirigente? «Ho suggerito alla dirigente di incontrare l’associazione e di spiegargli come si deve utilizzare un centro civico. Quella lettera è solo il verbale di quell’incontro».

L’Idv sbatte la porta. Franchi non entra nel merito degli equilibri della maggioranza in consiglio comunale. Ma ci pensano a farlo Andrea Romano e Sandra Lancioni, rispettivamente segretario provinciale e consigliere comunale dell’Idv. «La decisione del sindaco è inaccettabile e ridicola - dicono in coro - e l’Idv per questo non fa più parte della maggioranza. Il futuro di Simoncini? Sarà uno dei pilastri del partito a livello provinciale», dice Romano. Ora sì, ma in futuro chissà, visto che in collina si parla di una nuova lista civica.

Le deleghe. A chi saranno date ora le deleghe al patrimonio e alle colline di Simoncini? Per ora resteranno al sindaco «visto che non sono così impegnative», dice Franchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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