Il Tirreno

Caramelle da Firenze «Per ora in ospedale non si cambia niente»

di Andrea Rocchi
Caramelle da Firenze «Per ora in ospedale non si cambia niente»

Allarme tagli: i sindaci in Regione dall’assessore Marroni La riorganizzazione solo dopo un piano condiviso

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Caramelle da Firenze. Per addolcire la pillola? In bassa val di Cecina si augurano di no. Però ieri pomeriggio, dall’assessore regionale Luigi Marroni (presenti anche tecnici della Regione, del Mes e il direttore generale dell’Asl 6) i sindaci hanno concordato che «nessuna modifica o nuova organizzazione dei servizi partirà senza che prima non sia definito un piano complessivo che preveda un assetto dell’ospedale di Cecina in un’ottica di rete ospedaliera». Il che non esclude che alcuni cambiamenti in arrivo siano previsti anche per la nostra azienda e per la nostra zona.

Del resto la spending review, la nuova Finanziaria regionale, la stretta governativa inducono la Regione a prevedere un risparmio di quasi 500milioni l’anno. Ed è inutile girarci intorno, per risparmiare bisogno tagliare. Ma dove? E come? Su questo Stefano Benedetti, di ritorno dal tavolo istituzionale in Regione, ha ribadito quanto già sostenuto dal segretario provinciale del Pd Lippi: «Grazie, abbiamo già dato».

Come dire, sui posti letto non si discute, mentre da più parti arrivano segnali e voci allarmanti che dicono che anche il nostro ospedale non sarà risparmiato da nuovi tagli. Ieri la Cgil aveva espresso grande preoccupazione per il futuro della chirurgia a Cecina. Timori che l’ospedale di zona si trasformi in una clinica con pronto soccorso dove si fanno solo operazioni di chirurgia programmata («qualche ernia e colecisti»), rinviando le urgenze a Livorno e Piombino. Da Firenze si risponde che così non sarà. Però è vero che esiste un piano complessivo di revisione delle cosiddette urgenze. E allora?

Aurelio Pellegrini, portavoce dei sindaci dell’Unione Colli Pisani (Montescudaio, Castellina, Guardistallo, Casale e Riparbella), ribadisce: «La riorganizzazione della sanità toscana e in particolare quella cecinese non potrà avvenire bypassando i sindaci», dice. «Siamo noi che concorderemo con la Regione un piano. Quello che dice la Cgil non è emerso da questo primo confronto». Eppure ci sono 2000 posti letto da tagliare, quattrini da risparmiare, servizi da “razionalizzare”. Alcune indicazioni su cosa fare sono già emerse ieri da Firenze. L’assessore Marroni, per esempio, ha sottolineato l’impegno a potenziare la medicina sul territorio attraverso una richiesta ed una ulteriore sensibilizzazione dei medici di famiglia.

A proposito Benedetti ha lanciato la proposta che presso gli ambulatori dei medici di base si possa, per esempio, prenotare visite ed esami senza fare le file al Cup. Materiale oggetto di concertazione, comunque. Quel che preoccupa di più il sindaco di Cecina, tuttavia, è il fatto che si parli dell’ospedale di Cecina a compartimenti stagno. «Prima l’Utic, la cardiologia, poi l’ortopedia, quindi la chirurgia. Occorre un progetto unitaria, di un ospedale in rete, ma che conservi quei servizi indispensabili per il territorio. E la chirurgia (per tornare alla polemica della Cgil) è uno di questi». Intanto Marroni ha annunciato che i primi di novembre sarà a Cecina in visita all’ospedale. E non è escluso che il 16 partecipi all’assemblea convocata dal comitato cittadino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa