La manifestazione
Diciotto candeline e una folla di amici
Tanta gente in duomo per il compleanno di Paolo Ameruso, il giovane ferito in un incidente e in coma da un anno
CECINA. C’erano gli amici del calcio, i compagni di classe, i professori, i conoscenti e gli sconosciuti. C’erano due genitori, Antonio ed Emilia, i familiari e una chiesa piena di giovani. Giovanissimi.
Lunedì, Paolo Ameruso – il giovane rimasto coinvolto il 14 dicembre scorso nell’incidente del Paratino – ha compiuto diciotto anni. Non li ha festeggiati a casa o a cena con gli amici, ma a Volterra nel centro di riabilitazione neurologica dove è ricoverato ancora in coma. Tutte le persone che gli sono state accanto in quasi un anno di calvario, invece, si sono ritrovate in duomo e hanno pregato per lui.
Lunedì sera la chiesa era piena, tutte le panche occupate; c’era l’affluenza delle grandi occasioni. In mezzo alla folla i genitori, stretti in un grande abbraccio di solidarietà e sotto l’altare tante borse piene di pacchi di pasta da lasciare a chi non ha niente. Le avevano lasciate molti partecipanti tra cui i genitori di Paolo. La cerimonia è stata officiata da don Marco Fabbri. «Questo avrebbe dovuto essere un giorno diverso – ha detto il parroco – ma non dobbiamo farci prendere dalla rabbia. Paolo oggi si trova sull’altra riva di un fiume per volontà del male ma ha già compiuto il miracolo di riunire qui così tante persone».
Don Marco ha raccontato come in questi mesi difficili «in cui infuria la tempesta» abbia avuto diversi incontri con il padre di Paolo e ha invitato tutti a pregare per il ragazzo. «Lotta e combatti e quando ciò che desideri sarà tuo porta una mano al cuore e sentirai in ogni singolo battito l’eco di ognuno dei passi che hai compito», sono alcuni dei versi dedicati da un amico e letti ai presenti. E poi un lungo abbraccio, commosso, a quell’amico.
Antonio Ameruso, il padre di Paolo, ferroviere, in questi mesi ha voluto lavorare di notte per essere sempre a Volterra accanto al figlio nel pomeriggio. Accompagnato da una fede fortissima, in questi mesi, spesso è stato lui a far forza agli altri. «Volevamo farti un regalo bellissimo per i tuoi diciotto anni, invece, il regalo ce lo hai fatto tu: sono le persone qui davanti a noi». È stato questo il messaggio che un padre ha voluto dedicare a chi aveva di fronte. E al figlio, amatissimo, che lotta per tornare alla vita.
Sull’altare è salita anche tutta la classe di Paolo, i maturandi dell’Istituto tecnico Cattaneo insieme ai professori. Luisella Ragoni ha letto un brano della Bibbia. Anche loro hanno letto una poesia scritta in classe per quel compagno che ha lasciato il banco vuoto.
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