La manifestazione
«Aiuto, il terremoto!» ma è una vecchia bomba
Panico a Rosignano per l’effetto di una grossa mina fatta brillare in mare Alla scuola Solvay non sapevano nulla, bambini evacuati dalle maestre
ROSIGNANO. «Aiuto, il terremoto!». Hanno gridato così, ieri intorno alle 15, migliaia di rosignanesi, sentendo prima un boato e poi vedendo vetri e lampadari tremare. Addirittura è stata fatta evacuare la elementare e la materna alle Solvay. Ma che scossa è stata? Magnitudo 1,8. Ma attenzione: non si è trattato di un vero sisma. A far tremare mezza città è stata una grossa mina della Seconda guerra mondiale fatta brillare a 3 miglia da Castiglioncello. E allora, appena saputa la verità su tanta paura, c’è chi ha attaccato Capitaneria e Comune per non avere avvertito in tempo della situazione.
Panico a Rosignano. Il boato e la scossa sono stati avvertiti pochi minuti prima delle 15 di ieri. Molti cittadini, spaventati, hanno lasciato case e uffici e sono scesi in strada. Alle scuole Ernesto Solvay le maestre hanno fatto uscire gli alunni. Numerose le chiamate alla Pubblica assistenza, ai vigili urbani, ai carabinieri e anche alla nostra redazione. C’è chi assicura di avere sentito il pavimento muoversi e aver visto i piatti sistemati nella credenza cadere a terra.
La causa. La conferma del terremoto si è avuta pochi muniti dopo consultando il bollettino sismico italiano (Iside): alle 14,50, con epicentro nel mare davanti a Rosignano, è stata localizzata una scossa di magnitudo 1,8. Un’energia piuttosto bassa, ma l’effetto di questa scossa è stato avvertita così tanto perché è partita dalla profondità di appena 500 metri. Ma, come detto, la “colpa” non è della terra. Ma di una bomba, di fabbricazione tedesca, risalente al secondo conflitto mondiale. La scossa, infatti, è stata causata dal brillamento di una mina di sbarramento trovata una settimana fa da un sub di Castiglioncello a 500 metri dal faro di Vada e fatta esplodere ieri poco prima delle 15 a 3 miglia da Castiglioncello.
Le operazioni dei militari. Circa una settimana fa, Mario Savino, sub di Castiglioncello e con un passato nell’Esercito, ha notato un ordigno bellico giacere su una posidonia a poche centinaia di metri dal fanale di Vada. Il sub ha fornito anche un video alla Guardia costiera di Vada. Video poi passato alla Capitaneria e a sua volta al nucleo Sdai (Servizio difesa antimezzi insidiosi) di La Spezia. I militari della marina hanno confermato la presenza della bomba. Un grossa mina da sbarramento, che i tedeschi avevano piazzato per impedire gli sbarchi alleati. Ieri l’ordigno è stato fatto brillare con tutte le cautele del caso, assicurano dalla Guardia costiera. E proprio per l’importanza dell’ordigno è stata fatta brillare in sospensione, a circa 30 metri di profondità su un fondale di 60. Ma probabilmente l’effetto e la portata del congegno (in ottimo stato di conservazione) sono stati superiori alle previsioni.
Nessun avvertimento. I cittadini che, una volta appresa la causa della scossa, hanno contattato la nostra redazione, facendo notare la mancanza di informazione e di prevenzione da parte della Capitaneria o del Comune. Dalla Guardia costiera di Vada assicurano che, come prevede la procedura, venerdì scorso anche al Comune è stato inviato il fax relativo all’ordinanza per il brillamento della mina. Quello che è sicuramente mancato, però, è una comunicazione alla scuola di Rosignano Solvay, in cui soprattutto dei piccoli alunni hanno vissuto momenti di paura. C’è voluto l’intervento di vigili urbani per spiegare il “malinteso”.
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