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I SINDACATI

Rottura e stato di agitazione la Cisl: «Stop a tagli e sprechi»

Rottura e stato di agitazione la Cisl: «Stop a tagli e sprechi»

CECINA. Anche i sinddacati sono sul piede di guerra per la situazione in cui versa la sanità locale. Dopo l’incontro di mercoledì scorso fra le organizzazioni sindacali, le Rsu e l’azienda Asl 6...

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CECINA. Anche i sinddacati sono sul piede di guerra per la situazione in cui versa la sanità locale. Dopo l’incontro di mercoledì scorso fra le organizzazioni sindacali, le Rsu e l’azienda Asl 6 per esaminare la situazione della sanità livornese, anche alla luce di quanto avvenuto a livello nazionale e regionale, con la legge sulla spending review e la conseguente delibera giunta regionale del 10 agosto, è stato proclamato lo stato di agitazione. Provvedimento preso da Cgil, Cisl, Uil e Fials.

Nel merito la Cisl prende posizione attraverso un documento firmato dal segretario Lando Del Pia. « Analizzando il comunicato della Rsu - scrive Del Pia - in cui si proclama lo stato di agitazione contro il comportamento della direzione della Asl 6 in tema di negazione prerogative sindacali, non riconoscimento ai lavoratori diritti economici acquisiti, esecuzione di una riorganizzazione unilaterale non concertata con esiti problematici( es.riorganizzazioni fallimentari ,come il caso della riabilitazione funzionale) con ripercussione sui servizi ai cittadini e per la sicurezza dei lavoratori, Cgil-Cisl-Uil-Fials hanno dichiarato lo stato di agitazione». «In assenza di incontri conciliativi - afferma il sindacalista Cisl - la partita si sposterà davanti al tavolo prefettizio. Se gli esiti della procedura saranno negativi senza risposte si potrebbe giungere alla proclamazione dello sciopero dei lavoratori del comparto contro la direzione Asl 6». La cisl fp che già aveva annunciato nei giorni scorsi la mobilitazione, «denunciando la situazione insostenibile che i dipendenti della sanità e i cittadini vivono nella provincia livornese, da Livorno all'Elba, sostiene convintamente quanto proclamato unitariamente dalle organizzazioni sindacali e si sta mobilitando con i propri iscritti anche in vista delle assemblee unitarie che verranno indette quanto prima». E ancora: «La Cisl funzione pubblica da tempo si è fatta portavoce del malessere di lavoratori e cittadini della provincia verso una direzione sorda al confronto, che procede con scelte unilaterali, spesso discutibili.Tutto viene concentrato in tagli (economici) di tipo ragionieristico, a discapito di servizi sanitari indispensabili a partire dalle fasce sociali più deboli( es. chiusura centri prelievo il sabato,) disfunzioni per prenotare analisi del sangue su 5 giorni che si traduce nei distretti territoriali( causa numero chiuso) in forti disagi. Il tour delle provette dei laboratori analisi,la esternalizzazione delle centrali di sterilizzazione, la diminuzione posti letto in ortopedia (aumento liste di attesa salite da 500 a 600) etc……. Abbiamo chiesto responsabilmente di poter confrontarci al fine di evitare sprechi diseconomie,nomine primariati, consulenze, incarichi dirigenziali di dipartimenti creati ad hoc, ad personam».

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