Sicurezza
Guerra ai piccioni: le pillole non bastano si torna alle reti
Castagneto: sporcizia, guamo e problemi sanitari Dopo gli anticoncezionali parte un nuovo piano
CASTAGNETO CARDUCCI. É ancora caccia al piccione terraiolo nel comune di Castagneto. A seguito delle segnalazioni di cittadini e titolari di attività produttive del comune per l'eccessiva presenza della specie nei borghi storici con conseguente sporcizia presente per le strade, guamo e persino danni alle abitazioni, dopo una prima azione, risalente a qualche anno fa, l'amministrazione comunale ha deciso di reintervenire.
É partita infatti l'ordinanza di cattura di tali uccelli, attraverso la collocazione di idonee strutture, da parte di una squadra di addetti ai servizi esterni comunali. Già nel 2005, infatti, a causa dell'elevato numero di piccioni torraioli, si era ricorso alla somministrazione di grano contenente sostanze sterilizzanti al fine di contenere la nascita di nuovi esemplari. Ma l'effetto non ha ottenuto i risultati sperati, soprattutto nel centro cittadino. Da un'analisi specifica è infatti emerso che la nicarbazina (sostanza sterilizzante in esame) ha un effetto molto marginale sul colombo, specialmente nelle dosi contenute nei prodotti disponibili e registrati regolarmente in Italia. Seppur cibandosi di tale sostanza,i colombi, in continuo movimento alla ricerca di cibo per le campagne del territorio, non arrivano mai ad assumere dosi giornaliere sufficienti per indurre l'effetto sperato.
«Nel settembre del 2006 - commenta l'assessore all'ambiente Roberto Callaioli - partì anche una raccolta firme, di circa 200 persone, che ci chiedevano di prendere provvedimenti a tale riguardo per contrastare il dannoso fenomeno in ascesa. E poco tempo fa anche la stampa ha nuovamente portato alla ribalta il problema. Quindi abbiamo deciso di intervenire in altro modo. Ci siamo avvalsi della relazione del dott.or Emilio Baldaccini, rettore della facoltà di Biologia dell'università degli studi di Pisa, che ha illustrato le possibili interazioni dei colombi con la vita cittadina: da un punto di vista della salute pubblica e dell'igiene urbana, delle alterazioni lapidee causate dal guano, dell'inquinamento e sottrazione di derrate alimentari e soprattutto ha descritto la realtà della presenza delle popolazioni di colombi a Castagneto Carducci».
In effetti la situazione era degenerata. I cittadini denunciavano danni ad immobili che presentavano grondaie e tetti pieni di deiezioni di piccioni con relative onerose spese per la loro ripulitura e sistemazione; presenza di piccioni nelle soffitte e nelle abitazioni con conseguente insistenza di parassiti (zecche) infestanti che arrecano danni alla mobilia e agli appartamenti stessi; problemi dal punto di vista igienico-sanitario sia per le abitazioni ma anche per gli esercizi pubblici e commerciali che, nonostante siano attrezzati con tende e ombrelloni per riparare i tavoli all'aperto dagli escrementi di piccioni provenienti dalle gronde, si trovano invasi dalle piume svolazzanti portatrici di parassiti e sporco. Quindi in appoggio al parere espresso dall'Istituto nazionale di biologia della selvaggina è stato deciso di utilizzare reti orizzontali o apposite trappole, come metodi idonei alla cattura per mantenere nel tempo la densità della popolazione in ambito urbano. Una volta catturati tali esemplari dovranno essere destinati, in parte, al laboratorio di igiene e profilassi della Asl 6 competente per territorio affinché effettui opportuni esami che escludano la presenza di malattie infettive e parassitarie contagiose per l'uomo. Altri andranno collocati in apposite voliere nelle aziende agricole del territorio comunale (che abbiano dato la disponibilità) in attesa dell'esito degli esami effettuati; infine di abbattere quella parte di colombi torraioli che oggettivamente risultano in eccesso rispetto alla densità ammessa in zona urbana e di provvedere al loro interramento in luoghi idonei.
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