Italia
Misericordia, stop a crocifisso e benedizione
Lettera del Comune all’associazione in vista del taglio del nastro al locale di Castelnuovo: «Quella stanza deve restare laica». Si muove il vescovo
ROSIGNANO. «Assessore, ma cosa sta succedendo sulla sede della Misericordia?» Molto probabilmente sono state queste le parole che ha usato ieri mattina il vescovo Simone Giusti , al telefono con Elena Ciaffone, dopo essere stato avvertito dell’ennesimo colpo di scena sulla sede distaccata della Misericordia a Castelnuovo, sede che verrà inaugurata domenica prossima alle 21 dallo stesso Giusti. Cosa è successo? Il Comune, con una lettera, ha indicato all’associazione di volontariato che quella stanza deve mantenere la sua laicità in quanto luogo istituzionale: dunque, niente crocifisso e niente benedizione dei locali. Lettera arrivata al governatore della Misericordia, Andrea Filippi, nella giornata di giovedì e per conoscenza spedita anche al sindaco Alessandro Franchi e all’assessore al patrimonio Luca Simoncini. Lettera che ha aumentato in maniera esponenziale il malcontento all’interno dell’associazione e che ha costretto il vescovo a chiedere chiarimenti a un assessore della giunta.
La lettera. Da quanto ricostruito, la lettera - partita dall’ufficio patrimonio - riporta il verbale di una riunione tra Comune e Misericordia sull’utilizzo del fondo di Castelnuovo. Sintetizzando, si dice che la stanza prestata all’associazione è all’interno di un centro civico e per questo deve esserne garantita la laicità. Dunque, niente simboli (come il crocifisso) e niente benedizione, visto che per il Comune non si va ad aprire una nuova sede. Ma se probabilmente quanto detto a voce non aveva suscitato clamore all’interno della Misericordia, ben altra reazione c’è stata alla lettura nero su bianco di quelle stesse affermazioni. E il no al crocifisso e l’alt alla benedizione del locale non sono per niente piaciute al consiglio della Misericordia, che per il momento preferisce non commentare l’accaduto, anche se una risposta è arrivata lo stesso: nella sede è stato appeso un crocifisso, con vicino la foto del vescovo Giusti.
Il vescovo. Chiamato in causa indirettamente in questa vicenda, lo stesso Giusti ieri mattina ha deciso di approfondirla. Dalla Curia fanno sapere che il vescovo si è messo in contatto con un membro della giunta (Ciaffone) per avere spiegazioni, per capire il clima che lo avrebbe atteso domenica sera a Castelnuovo e per invitare tutti al buon senso. L’assessore avrebbe rassicurato il vescovo, spiegando che da parte del Comune non c’è nessuna congiura verso la Misericordia, ma che quel locale essendo inserito in un centro civico è di tutti e non può essere allestito come una vera e propria sede in quanto affidato in forma temporanea. E il vescovo? La sua presenza a Castelnuovo domenica sera è comunque confermata: probabilmente, oltre a guidare la processione mariana per le vie del paese, benedirà l’ambulanza a disposizione del distaccamento di volontariato.
La Misericordia. Dalla Misericordia, come detto, al momento preferiscono non commentare il contenuto della lettera. Ma c’è chi fa notare, ad esempio, che all’interno dello stesso centro civico c’è un fondo utilizzato da un’associazione di volontario in cui è appeso un crocifisso. C’è chi si domanda, poi, perché negare i segni distintivi in cui si riconosce un’associazione. Insomma, non c’è pace per questa sede, la cui “nascita” ha già creato forti dissapori all’interno della giunta, in particolare tra il sindaco e l’assessore alle colline Simoncini: Franchi, infatti, non ha per niente digerito il fatto che Simoncini abbia dato l’ok della stanza alla Misericordia senza almeno passare da un confronto all’interno dell’esecutivo. Una decisione, quella dell’assessore, che ha innescato un altro pericoloso meccanismo: la Pubblica assistenza di Rosignano, già presente a Castelnuovo, è insorta appena appresa la notizia e questo ha portato a un acuirsi delle frizioni tra le due associazioni di volontariato. C’è chi sta provando a ricucire lo strappo, ma non sarà facile. Di sicuro non lo sarà per quello tra Franchi e Simoncini. Ma a proposito, il sindaco ci sarà domenica a Castelnuovo? Molto probabilmente no, ma per il fatto che fino a quel giorno è impegnato nel convegno dell’Anci a Bologna. Chissà come si sarebbe comportato se non avesse avuto questo impegno?
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