Il dolore
Quei loculi sono difettosi «C’è odore di cadavere»
Cimitero di Vada: protestano i cittadini. Il Comune si allerta e risponde «Perdita di liquidi da uno dei forni». È già il secondo caso in quella zona
VADA. «Fermiamo quell’insopportabile odore di cadavere». La protesta arriva da alcuni cittadini di Vada e riguarda il cimitero della frazione. Protesta tutta fondata, perché in effetti esiste un problema legato alla tenuta di una batteria di loculi di recente costruzione. Loculi probabilmente difettosi: da uno di questi esce da almeno un mese e mezzo un odore nauseabondo. Lo abbiamo sperimentato di persona ieri pomeriggio.
Il problema. Ci sono giorni, come ieri appunto, dove l’aria in buona parte del cimitero è irrespirabile. Un’esalazione difficile da spiegare, perchè l’odore di cadavere è decisamente più forte di uno pugno nello stomaco. Odore che, ad esempio, conosce bene Vera Mariottini. «Ho deciso di rivolgermi al Tirreno - dice Mariottini - perché la situazione non è più sopportabile e nessuno sta intervenendo, ma finora ho solo assistito ad un rimpallo di responsabilità tra Comune e Crom. Ho fatto presente il caso anche all’Asl: quando vado a trovare i miei cari sono costretta a tapparmi il naso e spesso non basta». Da quanto ricostruito, interpellando Comune e Crom (gestore del servizio), il problema è localizzato in una batteria di loculi che si trova vicino all’ingresso del camposanto (entrando è sulla sinistra). Una decina di loculi, realizzati circa 4-5 anni fa e ancora da finire, nel senso che mancano le rifinitura. Ed è stata una fortuna che non siano ancora conclusi, altrimenti sarebbe stato un rebus capire da quale fornetto esce il cattivo odore. Odore che deriva da una fuoriuscita di liquidi dal loculo stesso. Il primo caso è successo circa un anno fa. Allora si pensava che fosse un caso isolato: il Comune intervenne - a proprie spese - estraendo il feretro in accordo con la famiglia, incassonando la bara con una struttura di zinco e bonificando il loculo. Fine dei problemi? Un anno dopo quel tanfo è riaffiorato. Non è stato semplice individuare da dove, ma alla fine si è capito che è proviene da un loculo vicino a quello dell’anno precedente. E così c’è il forte sospetto che tutta la batteria di fornetti sia soggetta a questo fenomeno. Un’anomalia, visto che - come spiegano da Crom - queste strutture hanno un brevetto che certifica la loro impermeabilità ai gas e ai liquidi. Insomma, se è normale che la bara possa avere dei cedimenti, non lo è invece che lo abbia il loculo.
Le proteste. Alla protesta di Mariottini, si aggiunge anche Rosa Raimondi, che ieri mattina ha chiamato la nostra redazione per segnalare il caso. «Io frequento il cimitero - dice Raimondi, vadese - proprio nella zona dove c’è quell’odore incredibile. Vi assicuro che è micidiale. Il Comune, o la Crom, devono intervenire al più presto, perché così non si può andare avanti».
L’intervento. L’assessore al sociale Elena Ciaffone assicura che l’amministrazione comunale «conosce bene la situazione e che prima di Ognissanti interverremo per eliminare quell’odore». In che modo? Il Comune si sarebbe già messo in contatto con la famiglia del defunto del loculo in questione (famiglia che non ha assolutamente delle responsabilità), per chiedere la disponibilità a rimuovere il feretro. Perché l’unico rimedio è compiere la stessa operazione di un anno fa. «E se non ci saranno intoppi - spiegano dal Comune - sarà fatta entro la fine del mese in corso». Ma il dubbio è: sarà sufficiente? Come detto, infatti, c’è chi ipotizza che tutta la batteria sia interessata da questo problema strutturale.
Segni di degrado. Ma quello della tenuta dei loculi non è l’unico problema di questo cimitero. Nei muri di altre batterie di fornetti ci sono evidenti crepe. Ma i cedimenti si registrano anche nell’ala del camposanto da poco realizzata: qui, infatti, si sono staccati pezzi di intonaco, che ad esempio hanno ostruito una scala. La causa? Dal Comune minimizzano: «È l’umidità». Ma c’è chi sostiene, invece, che ci siano problemi di stabilità nel terreno sopra a cui si è costruito circa due anni fa.
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