Il Tirreno

«L’acqua non è mai mancata»

«L’acqua non è mai mancata»

E sulle perdite totali: «Un milione di metri cubi, non dieci». Tra queste ci sono le perdite amministrative (volumi consegnati agli utenti ma non fatturati per i motivi più diversi) e l’acqua usata nei processi interni

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CECINA. «L’acqua, in un’estate di estrema siccità, non è mancata ai rubinetti neppure per 5 minuti, come non è mancata a Cecina né negli altri comuni limitrofi». Asa replica così a Maria Grazia Angeli (Pdl): «Forse la consigliera fa riferimento a quando, prima dell’arrivo di Asa, a Castiglioncello o al Gabbro l’acqua arrivava in estate solo tramite autobotti. Ne sono state fatte di cose da allora, e quest’estate abbiamo avuto la soddisfazione di vederne i risultati. Con gli ultimi pozzi fatti alla Steccaia si è garantita la fornitura a Cecina, dove avevamo problemi ogni estate. E certamente restano ancora da fare molte cose, tra cui migliorare i sistemi di distribuzione e continuare la lotta alle perdite di rete. Una lotta che stiamo affrontando quotidianamente, ma con risorse limitate rispetto all’enormità necessaria per recuperare il gap prodotto da decine di anni di mancati interventi. Vogliamo comunque confortare la consigliera in quanto il volume di perdite totali per l’intera Val di Cecina, da Pomarance, Volterra, sino a Cecina, supera di poco il milione di mc e non i 10 milioni. Tra queste ci sono le perdite amministrative (volumi consegnati agli utenti ma non fatturati per i motivi più diversi) e l’acqua usata nei processi interni (disinfezione delle condotte, prima di metterle in esercizio, perché nuove o perché oggetto di manutenzioni, svuotamento e pulizia periodica dei serbatoi, acque di scarico da impianti di trattamento per potabilizzazioni, ecc.).

Asa conclude dicendo di concordare con Solvay su un punto: «Con una corretta gestione della risorsa, che oltre alla quantità guardi anche alla qualità, si possono trovare soluzioni intelligenti tali da soddisfare le esigenze di tutti soprattutto in un territorio dove si coniugano un forte impatto antropico, un’industria che pervade grande parte delle aree libere, un turismo importante legato anche a un’agricoltura di qualità».

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