Il Tirreno

Un debito dietro quell’incendio

Un debito dietro quell’incendio

Confessa ai carabinieri l’autore del rogo di una casetta prefabbricata: doveva riavere dei soldi

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CECINA. Quei soldi non riusciva a riaverli indietro. E così, per sollecitarne la restituzione o solo per vendicarsi, gli aveva bruciato la casetta in legno dei genitori.

Sembrava un rogo accidentale quello di cui abbiamo dato cenno in cronaca alcuni giorni fa, al Paratino. Invece dietro c'era ben altro. Lo hanno scoperto i carabinieri che hanno denunciato il responsabile per danneggiamento seguito da incendio doloso. Protagonista dell'episodio un cecinese di 21 anni, al momento disoccupato ma che fino a qualche tempo fa aveva lavorato. Soldi ne aveva, il giovane, visto che il mese prima aveva prestato tremila euro a un amico e concittadino, di dieci anni più grande. Non sappiamo a cosa servisse quel denaro, ma sappiamo cosa è successo dopo. Il giovane infatti ha confessato tutto ai carabinieri, che lo hanno interrogato su delega del sostituto procuratore Fiorenza Marrara.

«Volevo che mi restituisse i soldi ma lui prendeva sempre tempo, rimandava continuamente» ha detto in caserma. Insomma, si sentiva preso in giro. L'ultima telefonata al suo debitore gliel'aveva fatta il pomeriggio del 3 ottobre. Poi, furioso, era andato in via del Terminone, al Paratino, dove i genitori dell'amico hanno un appezzamento di terra con una casupola, in legno, di quelle prefabbricate. Lui conosceva bene il posto visto che c'era andato altre volte, insieme all'amico. Raggiunto il lotto in motorino, è entrato e ha visto che su una sdraio c'era un libro. Da questo ha strappato alcune pagine, le ha imbevute di gasolio, ha acceso un falò. Poi ha spaccato un vetro della casetta e ha gettato quella palla di fuoco all'interno. Le fiamme hanno fatto presto ad avvolgere tutta la casetta e a distruggerla. Quando sono arrivati i vigili del fuoco hanno potuto solo spegnere il rogo e mettere in sicurezza la zona. Nel frattempo il giovane si era allontanato sempre a bordo del suo scooter. Poi ha commesso altri errori. Ne ha parlato con amici, anzi se ne è pure vantato. La voce ha fatto il giro in fretta ed è stata raccolta dai carabinieri, che nel frattempo stavano sentendo i proprietari della casetta e il figlio. Rintracciato, il ventunenne è stato portato in caserma e interrogato. Dopo la confessione, è stato denunciato a piede libero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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