Il Tirreno

Lavori pubblici, briciole alle ditte rosignanesi

di Mario Moscadelli
Lavori pubblici, briciole alle ditte rosignanesi

Nel 2011 il Comune ha affidato a imprese locali interventi per 600mila: si tratta del 12% del totale. La Cna: «Serve riaprire un confronto sugli appalti»

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ROSIGNANO. Un tempo il Comune dava lavoro a molte ditte locali. Ma soprattutto con il crollo dei conferimenti in discarica e con i vincoli del patto di stabilità, la situazione è decisamente cambiata. Palazzo civico continua a privilegiare le realtà rosignanesi in termini di numero di appalti, ma la reale ricaduta economica è scesa addirittura sotto il milione di euro. E quanto emerge analizzando quella parte del bilancio sociale 2011, che il Comune ha chiuso poche settimane fa, relativo alle opere pubbliche.

Meno soldi alle ditte di Rosignano. Nel corso del 2011 il Comune ha affidato 56 lavori. Di questi il 53,57% è andato a ditte con sede a Rosignano. Il 14,29% a imprese di altri comuni della Bassa Val di Cecina, l'8,23% a realtà di altri comuni della Provincia di Livorno e il 23,21 a imprese extra provinciali. Prendendo questi numeri ci sarebbe da sorridere. Ma non è così. Perché se invece come valore di riferimento si prende quello dell'importo complessivo dei lavori affidati la situazione è molto diversa: alle imprese con sede a Rosignano, infatti, è andato solo l'11,96%, che equivale a circa 600mila euro. Cifra, tra l'altro, nettamente inferiore rispetto al 2010 quando nel rosignanese sono ricaduti 1 milione 595mila euro dal Comune. Ma dove sono andati la maggior parte dei soldi dei lavori del 2011? Fuori dalla Provincia di Livorno. Il problema, infatti, sono i gradi appalti, quelli capaci di dare davvero una bella boccata d'ossigeno.

Le motivazioni del Comune. Nel bilancio sociale, il Comune spiega il perché di questa situazione, che ha visto il 48,09% dei soldi finire fuori dai confini provinciali. «Quest'ultima percentuale - si legge - è stata determinata in particolare dall'affidamento dei lavori relativi alla riqualificazione ambientale dell'area artigianale delle Morelline e di all’abbattimento delle barriere architettoniche in via della Repubblica a Rosignano Solvay». Progetti che «per loro peculiari caratteristiche hanno necessariamente intercettato imprese su scala nazionale. Il primo progetto è stato affidato con procedura aperta, secondo i dettami del Codice dei contratti, attraverso una gara che ha visto la partecipazione di 222 imprese di tutta Italia; il secondo progetto, data la caratterizzazione altamente specialistica dei lavori, è stato affidato ad un'impresa in possesso di tali requisiti tecnici, peraltro una tra le poche su scala nazionale. Tolti questi due progetti dalle specifiche peculiarità, si rileva che soltanto il 20,65% dell'importo totale degli affidamenti 2011 è stato affidato ad imprese con sede in altre province». Solo il 20,65%, dice il Comune. Ma la Cna non è tanto d’accorso sul termine “solo”.

La Cna. La Cna lancia una serie di suggerimenti. Una è per le ditte rosignanesi. «Credo che sia arrivato il momento - dice Daniele Cecconi della Cna - di pensare a dei consorzi o dalle associazioni temporanee d’impresa. Allo stesso tempo, però, serve riaprire un confronto col Comune, per capire come far ricadere più soldi possibili nel rosignanese. Una strada potrebbe essere quella di dare la precedenza alle manutenzioni anziché alle grandi opere. Su quest’ultime, poi, si potrebbe valutare l’idea di uno “spacchettamento” dei vari lavori, in modo da rendere competitive anche le ditte di zona». Cecconi poi lancia un altro invito: «Il Comune si attivi per spendere subito sul territorio quei soldi non più vincolati dal patto di stabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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