Il Tirreno

LA POLEMICA DEL PALAVOLLEY

«Ghezzani ripassi il codice civile»

«Ghezzani ripassi il codice civile»

Dura replica di Paparelli: «Quelle spese non spettavano a noi»

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CECINA. Non si placano le polemiche per i lavori del palasport Frontera di via Fucini. Dopo la preoccupazione espressa dal Volley Cecina per il ritardo nei lavori di quindici giorni fa e la risposta dell’assessore Michela Ghezzani, il presidente Stefano Paparelli ribatte: «Non abbiamo assolutamente nulla da rimproverare all’amministrazione comunale, anzi. Però devo rispondere all’assessore Ghezzani che si è lamentata per alcuni articoli usciti sul nostro sito che parlavano di lavori di abbruttimento, ricordandole che l’ intervento appaltato riguardava la stonacatura dell’intera struttura, lasciandola in quello stato per tutta la stagione, un fatto penalizzante per noi a livello di immagine. Per fortuna, nel corso di un incontro tra me, il responsabile opere pubbliche Renato Gori, il segretario comunale Salvatore Giangrande e il sindaco, questo scempio è stato evitato. Dopo questo incontro, avvenuto più di venti giorni fa, i lavori non hanno fatto praticamente che pochissimi passi avanti, essendo la ditta appaltatrice al lavoro con soli tre operai. Quando si indicono gare di questo livello sarebbe bene, prima di assegnarle, che qualcuno controllasse la forza lavoro dell’azienda che si offre, perché vorrei ricordare come in questo periodo siamo stati obbligati a chiedere spostamenti di gare ufficiali e a noleggiare palestre sostitutive, tutte operazioni che hanno dei costi».

Anche sulle spese Paparelli corregge l’assessore, che aveva parlato di 5.000 euro spesi dal Volley Cecina per alcuni lavori all’interno del palazzetto come spese dovute, dopo la firma dello statuto di febbraio sulla gestione dell’impianto: «Vorrei invitare l’assessore a utilizzare argomentazioni reali e soprattutto a ripassare a fondo alcune norme del codice civile, in quanto i lavori di rifacimento completo degli spogliatoi, con il ripristino dell’impianto idraulico, la piastrellatura delle pareti, la sostituzione degli avvolgibili, delle grate di ferro esterne e di ritinteggiatura completa non possono essere considerati lavori di manutenzione ordinaria. Spesa che comunque abbiamo sostenuto proprio per non gravare ulteriormente sulle casse comunali».

Alberto Mangiantini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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