Il Tirreno

«Turismo, stagione più povera: mancano quindici milioni»

di Divina Vitale
«Turismo, stagione più povera: mancano quindici milioni»

Pacini parla di un calo fino al 3 per cento di presenze estive «Pubblico e privato da soli non vanno da nessuna parte»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Turismo che viene e che va. Come sta reagendo il territorio della Costa Etrusca ora che emergono i primi dati sull’andamento dell’ultima stagione? I dati ufficiali sembrano non rispecchiare quelli registrati dagli operatori.

Proviamo a fare chiarezza con l’assessore provinciale Paolo Pacini.

Pacini, gli operatori si lamentano.

«Non si può certo parlare di stagione positiva. Le prime elaborazioni sui dati ufficiali, messi a disposizione dall’ufficio statistica del turismo della Provincia di Livorno, evidenziano che nei tre mesi estivi del 2012 l’intero territorio provinciale ha visto una contrazione dei pernottamenti turistici intorno ai quattro punti percentuali. Nonostante questo c'è stato il ritorno degli stranieri: Svizzera, Russia, Francia e Olanda. Il calo registrato ha portato una diminuzione di 2-3 punti in percentuale nel trimestre estivo. Più negativo il dato registrato nell’Arcipelago, con un calo complessivo di 5/6 punti percentuali rispetto al 2011. Questo evidenzia la diminuita capacità di spesa del turista, soprattutto quello italiano, messa in luce dai mancati incassi (commercio e ristorazione): se si ipotizza una spesa media pro-capite di 50 euro al giorno, scopriamo che mancano all’appello circa 15 milioni di euro».

Dalla Borsa del turismo come esce il nostro territorio in fatto di appetibilità?

«Viviamo un momento di competitività rapida a causa di un maggior “affollamento” del mercato turistico da parte dei mercati emergenti. Nel 2020 si prevede che la popolazione ultrasessantenne supererà il 20% della totale ed è una sfida importante da saper cogliere, basti pensare al potere di acquisto e alla disponibilità di tempo libero del popolo della terza età».

Nuovi investimenti: il turismo russo, un miraggio o una solida economia futura?

«Da qualche tempo la rapida crescita di alcune aree emergenti ha reso più evidente la capacità di spesa e, quindi, di movimento, di alcuni paesi (Cina, Russia, India e Brasile). Nel nostro territorio la presenza di turisti russi è aumentata. Il collegamento aereo diretto Mosca-Pisa ha consentito una libertà di movimento finora impensata e tutta da sfruttare».

Con le evoluzioni in corso, vedi il caso Province, come si vive questo momento di incertezza?

«Non aiuta. La scelta della Regione di accentrare le attività di promozione turistica sta creando scollamento a livello locale, con i Comuni che vanno in ordine sparso e operatori disorientati nel mare magnum dei mercati nazionali e internazionali. Occorre recuperare un’azione più funzionale, penso ai club di prodotto in un’ottica di sistema che riservi al soggetto pubblico il ruolo di animatore delle reti locali e sovra-locali».

Cosa serve per il futuro?

«Innovazione e programmazione. Mettere al centro delle politiche locali il ruolo dell’impresa come vero motore dell’economia turistica: supportare chi decide di investire, affrontare temi chiave quali il riallineamento dell’Iva ecc. Vanno tenute nel giusto conto le esigenze e le aspettative dei territori che fanno numeri e fatturati veri. Pubblico e privati da soli non vanno da nessuna parte. Vale per tutti in un mercato sempre più globale che punta a una sola destinazione, l’Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web