Italia
Scuolabus, dal Comune ultimatum per gli stipendi
L’assessore Ciaffone: «Se entro 15 giorni non saranno pagati gli arretrati ci sostituiremo alla ditta appaltatrice». Ma il meccanismo è complesso
ROSIGNANO. «Se entro 15 giorni non saranno saldati i conti con gli autisti ci sostituiremo alla ditta appaltatrice». È l’ultimatum che lancia l’amministrazione comunale alla Falaschi, la società pontederese titolare fino al 2015 dell’appalto del servizio scuolabus. Società che, a causa dei ritardi nell’incassare le rate dei vari enti pubblici, è in difficoltà nel pagamento degli stipendi. E siccome il Comune di Rosignano vuole evitare uno sciopero da parte dei “suoi” autisti, ecco che si è sondato il terreno con la Direzione provinciale del lavoro per una sostituzione nel pagamento dei salari.
L’ultimatum. La situazione, vista anche l’importanza e l’utenza del servizio, è di quelle delicate. Ma Palazzo civico sembra stufo di dover fronteggiare una situazione che - come afferma anche il sindacato - potrebbe esplodere da un momento all’altro. «Il nostro incontro alla direzione del lavoro - dice Elena Ciaffone, assessore all’istruzione - era mirato proprio a capire come e se sostituirsi alla ditta appaltatrice per il pagamento degli stipendi arretrati e successivi agli autisti che lavorano a Rosignano. È una soluzione percorribile, anche se molto complessa e che richiede comunque del tempo prima che diventi attiva». Riassumendo: la sostituzione è fattibile, e sarebbe comunque una garanzia per i lavoratori, ma ha un problema, ovvero i tempi. Che non sono brevi. In sostanza non è che nel giorno in cui il Comune prende in mano la situazione arrivano i bonifici in banca. Ma passerà almeno un mese. «Noi vorremmo evitare il ricorso a questa procedura - dice Ciaffone - che comunque provocherebbe un ulteriore slittamento nella riscossione degli stipendi da parte degli autisti».
L’allarme della Falaschi. È che la situazione sia sempre più difficile lo dimostra la stessa lettera che la ditta Falaschi ha inviato al prefetto di Pisa. Nella missiva si fa riferimento ai problemi di riscossione della ditta con i Comuni pisani, ma lo scenario va letto in maniera complessiva. Insomma, il fatto che il Comune di Rosignano sia in pare con le rate dell’appalto significa poco e lo conferma lo stesso assessore Ciaffone. «Siamo senza liquidità - si legge nella lettera - non possiamo corrispondere ai lavoratori tutte le spettanze dovute entro i termini che erano stati pattuiti con il tentativo di conciliazione il 21 settembre scorso». La nota dell’azienda prosegue. «Siamo dispiaciuti e rammaricati della situazione - insiste l'azienda - e pienamente disponibili a un confronto con le parti sociali, finalizzate a trovare un accordo con i propri lavoratori, scongiurando ulteriori stati di agitazione del personale».
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