Sicurezza
«I rimborsi spese anche per viaggi istituzionali»
RIPARBELLA. Viaggi di rappresentanza. Così il sindaco Ghero Fontanelli giustifica i rimborsi spese replicando ad Alessandro Lucibello Piani (Insieme per cambiare) che lo aveva accusato di imporre...
RIPARBELLA. Viaggi di rappresentanza. Così il sindaco Ghero Fontanelli giustifica i rimborsi spese replicando ad Alessandro Lucibello Piani (Insieme per cambiare) che lo aveva accusato di imporre sacrifici ai cittadini ma di non rinunciare ai bonus.
«La liquidazione di 1.658,87 euro - si legge in una nota di Fontanelli inviata a tutti i giornali - si riferisce a tutte le trasferte che ho effettuato da gennaio ad agosto compreso, non solo per fare Cecina- Riparbella andata e ritorno ma anche tutte le trasferte a Pisa, Livorno, Firenze ecc. per compiti istituzionali. Tale somma a mio modesto avviso appare molto, molto contenuta. Quindi come sottolinea lo stesso Lucibello, il rimborso è più che legittimo, come del resto fanno tutti quanti gli altri amministratori e nel rispetto delle norme di legge. Voglio precisare che io campo esclusivamente di pensione il cui importo è di circa 1.750 euro al mese, e che l'indennità per la carica di sindaco è di 764,70 euro netti mensili».
Quanto all’addizionale Irpef, Fontanelli dice di averla applicata «ben dopo otto anni dall'inizio del mio mandato rispetto agli altri comuni limitrofi che l'hanno sempre applicata, facendo risparmiare ai miei concittadini circa 500 euro».
Quindi Fontanelli torna a rovesciare le accuse contro Lucibello, chiedendo «come faccia il consigliere a sostenere il suo tenore di vita, considerando che da ben tre anni lui non lavora e si permette di effettuare ben due viaggi all'anno, estate e inverno nell'isola caraibica di Santo Domingo. A una precisa domanda in proposito, fattagli in consiglio comunale, egli mi rispose che campava con i soldi lasciatigli dal suo papà».
Fontanelli infine ribadisce, anche in questo caso per l’ennesima volta, il presunto moralismo di Lucibello ricordandogli una condanna confermata in appello due anni fa. «Io posso andare a testa alta - dice - mentre lui se avesse un minimo di decenza si dovrebbe dimettere». Invito che a fine luglio Lucibello disse di accogliere, sfidando però Fontanelli a fare altrettanto. Sono entrambi ancora al loro posto.
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