Il Tirreno

Asa: se non piove siamo rovinati

di Alessandro Bientinesi
Asa: se non piove siamo rovinati

In tre mesi spesi oltre 700mila euro per le autobotti Del Nista: «Fondamentale il progetto dell’invaso di Puretta»

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CECINA. Più di 700mila euro spesi in autobotti in poco più di tre mesi per rifornire di acqua buona parte della Val di Cecina, quando l’anno scorso l’impegno di spesa per questo servizio era stato di 180mila euro.

E una certezza per il prossimo anno: se anche il prossimo inverno sarà “povero” di precipitazioni come il precedente, l’estate 2013 potrebbe presentare problemi ancora maggiori, in particolare in collina.

Questi sono stati solo alcuni dei numeri e delle valutazioni emerse dai vertici aziendali di Asa, ieri, nel corso di una conferenza stampa che aveva come tema centrale proprio la crisi idrica di questa estate.

«Il problema vissuto viene dalle scarse precipitazioni avvenute nel periodo tra l’aprile e il dicembre 2011 – spiega il direttore generale di Asa, Michele Caturegli – 346 millimetri di pioggia contro i 761 del 2007, anno particolarmente critico per la siccità. Da dodici anni non si verificavano condizioni simili che, abbinate alle alte temperature, hanno creato diverse criticità, in particolare in alcune zone del comune di Riparbella».

Perché proprio la zona di Nocolino, con circa 300 utenze senz’acqua fin dall’inizio dell’estate? «Abbiamo affrontato al meglio la situazione a Cecina, Montescudaio, Guardistallo, Casale e anche Bibbona e Castagneto grazie a due nuovi pozzi in zona Steccaia – spiega ancora Caturegli – pozzi per i quali la provincia ci ha autorizzato a un emungimento di 1,8 milioni di metri cubi che hanno anche permesso anche di bypassare i pozzi inquinati da trielina della zona di Poggio Gagliardo. Per la zona di Riparbella il collegamento alla rete avrebbe un costo eccessivo, intorno al milione di euro».

Asa, comunque, è riuscita a gestire una situazione di vera emergenza. Ma in futuro i problemi potrebbero aggravarsi. «Per questo il progetto dell’invaso di Puretta diventa fondamentale per l’Alta e Bassa Val di Cecina – ha spiegato il presidente di Asa Fabio Del Nista – il progetto (che prevede un finanziamento di 5 milioni di euro da parte della Regione e 4,6 da parte di Solvay, che ha accantonato il progetto Idros, ndr) andrebbe a creare un invaso di 700mila metri cubi».

I tempi di realizzazione sono tra i 4 e i 6 anni. Nel giro di tre mesi, invece, Asa effettuerà l’intervento di raddoppio del fosso della Latta per evitare problemi di allagamenti registrati anche nei recenti acquazzoni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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