Il dolore
Inquinamento da benzina 7 pozzi restano chiusi
Il sindaco ha firmato l’ordinanza di riapertura per 14 dei 21 pozzi interessati dallo sversamento di 6 anni fa. Ma per gli altri si dovrà attendere ancora
ROSIGNANO. Sette pozzi devono restare ancora chiusi, 14 possono invece tornare a disposizione dei residenti. Il sindaco Alessandro Franchi, pochi giorni fa, ha firmato una nuova ordinanza relativa alla situazione delle riserve di acqua private del Villaggio, quartiere di Rosignano Solvay la cui falda acquifera sette anni fa venne contaminata da 1500 litri di benzina fuoriusciti dal distributore Esso di via della Cava.
I pozzi sbloccati. Il 13 agosto scorso sul Tirreno scrivemmo che per lo sblocco di oltre la metà dei 21 pozzi ancora sigillati mancava il responso di Arpat, visto che per Petroltecnica - società incaricata della bonifica dalla compagnia petrolifera - c'erano i tre test di fila con esito negativo (privi di inquinamento) prevista dalla conferenza dei servizi. Le analisi di Arpat sono nel frattempo arrivate e il suo esito ha permesso al sindaco di rimodulare quell'ordinanza di divieto di emungimento dai pozzi emessa nel 2006. «Sulla base della campagna di monitoraggio di Petroltecnica e Arpat - spiega Franchi - gli enti competenti hanno ritenuto possibile una ridelimitazione dell'area contaminata. E così abbiamo potuto sbloccare quei 14 pozzi più lontani dal distributore di benzina. Direi che abbiamo compiuto un bel passo avanti verso la totale bonifica del quartiere». I pozzi in questione (come si vede dalla cartina) ricadono in un quadrato di abitazioni delimitato da via dei Mille, via Buccari, via Parenzo e via Fiume.
La bonifica. Su sette pozzi, però, l'ordinanza resta attiva. Così, infatti, si è deciso nell'ultima conferenza dei servizi. Le riserve in questione si trovano nella zona "nera" dell'inquinamento, ovvero quella a ridosso dell'impianto. «Al fine di preservare l'attività di bonifica all'interno del distributore - continua Franchi - ed evitare il potenziale richiamo di contaminazione, rimane il divieto di utilizzo dei pozzi privati compresi tra via delle Pescine e via Fiume esclusa fino al collaudo dell'area interna. Si è inoltre deciso che il campionamento sul pozzo P1, ovvero quello più vicino all'impianto, dovrà avvenire con cadenza trimestrale». Difficile pronosticare il tempo per lo sblocco definitivo. «Difficile perché - commenta Daniele Donati, assessore all'ambiente - per ogni riserva servono tre test negativi di fila di Petroltecnica e altrettanti di Arpat». E allora visto l'andamento della bonifica, e che la zona da sbloccare è sicuramente quella più danneggiata dallo sversamento, ci sarà da aspettare almeno un altro anno.
Mario Moscadelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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