Attenzione
Dal Pd frecciate a Solvay: «Intanto ripristini il lago»
Le segreterie provinciali del partito indicano la strada per uscire dalla crisi: «Sia chiaro che serve limitare l’uso di acqua potabile a scopi industriali»
ROSIGNANO. Si annuncia un tavolo “bollente” quello di domani in Regione sul rinnovo dell’accordo di programma con Solvay. Piatto forte della riunione le soluzioni da mettere in campo per risolvere il grosso problema della crisi idrica e dell’approvvigionamento delle materie prime da parte della multinazionale. I due fronti, quello dell’azienda e quelle delle istituzioni, oggi sembrano distanti. Soprattutto dopo le affermazioni di Solvay («no al dissalatore, si sfrutti meglio il fiume Cecina») e il comunicato diramato ieri dalle segreterie provinciali del Partito democratico. Comunicato che è il frutto del maxi vertice di giovedì scorso a Rosignano, dove hanno preso parte anche gli assessori regionali Bramerini e Simoncini.
Un protocollo per l’emergenza. «La straordinaria crisi idrica che ha colpito le province di Pisa e Livorno - dicono Francesco Nocchi e Samuele Lippi, rispettivamente segretari provinciali del Pd di Pisa e Livorno - non può essere considerata né casuale né irripetibile, ma deve essere un monito per le azioni che intraprenderemo in futuro. È solo pensando la Bassa e l’Alta Val di Cecina come unica questa zona che si potranno trovare le risposte giuste per la convivenza tra le comunità e la presenza industriale». Secondo il Pd «il tavolo che dovrà trattare questo problema, che è anche l'unico che potrà dare risposte nel suo complesso, è quello che è stato istituito qualche mese fa e vede riuniti i Comuni interessati, le Province e la Ragione insieme a Solvay. Nel breve periodo, in attesa degli interventi di carattere strutturale, è necessario un protocollo di intesa per la valutazione dei rischi e le relative misure di prevenzione e gestione dell'emergenza idrica».
Gli invasi. Sulle soluzioni strutturali al problema idrico, il Pd mette un punto fisso: «Si faccia Puretta». Partendo da questo progetto «è necessario però sciogliere subito un altro nodo: il tavolo regionale deve dare un giudizio definitivo sulla utilità, sulla fattibilità e la sostenibilità economica e ambientale di "Pian di Goro" , invaso da 15mila di metri cubi d'acqua, che rappresenterebbe una risposta definitiva sia per la crisi di risorsa idrica potabile che per quella di uso agricolo e industriale. Per questo, ad oggi, non ci sono progetti di fattibilità né stime recenti di costi. Ma c’è la volontà da parte dei comuni "geotermici" di investirci parte dei fondi dell'accordo Enel-Regione-Province e Comuni per uno studio di fattibilità».
Dissalatore. Oltre a un nuovo invaso per il Pd «è necessario portare avanti tutte le soluzioni che permettano il minor utilizzo possibile di acqua potabile per uso industriale». Quali? «Dissalatore o concentarore di salino».
Altro che fiume, si ripristini il lago. Il messaggio del Pd sul lago di Santa Luce è diplomatico, ma vuol dire questo: prima di pensare a come meglio sfruttare il Cecina, Solvay ripristini la capacità massima del lago di Santa Luce. «Le motivazioni che hanno portato alla realizzazione della diga, cioè avere un serbatoio di 6 milioni di metri cubi di acqua a disposizione dell'azienda per varie tipologie di utilizzo, tra cui sopperire alle eventuali carenze estive, restano ancora valide. Ma a causa dell'innalzamento del fondale, il lago ha ridotto la sua capacità, vanificando così la sua funzione originaria: discutere oggi del suo ruolo e delle sue prospettive è necessario».
Aretusa e depuratori. Per il Pd «sarebbe importante riuscire a chiudere un accordo che preveda l'obbligo dell'utilizzo totale dell'acqua del progetto Aretusa: oggi vanno sprecati circa 1 milione di metri cubi d'acqua che potrebbero evitare parte degli emungimenti dal bacino del Cecina». Non sono da sottovalutare interventi «come l'apertura del depuratore di Volterra e l'utilizzo delle acque reflue di questo impianto. È necessario anche realizzare la "dorsale" da Ponteginori a Saline di Volterra collegandola anche con il campo pozzi di Puretta. Solo considerando nel complesso questi progetti si può avere una risposta seria e concreta per il nostro territorio e per il suo sviluppo».
Viaggio in belgio. Secondo il partito «ad oggi non c'è un piano industriale e questo determina una forte incertezza sul futuro. Per questo è importante promuovere un incontro con il board della Solvay per comprendere il ruolo del sito di Rosignano nello scenario europeo. Forti investimenti nel sistema idrico, un chiaro piano industriale di Solvay sono fondamentali all'interno di un territorio che costituisce una delle aree economiche più importanti della Toscana».
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