Il dolore
Negli ultimi 4 anni si sono persi 70 posti
Dal 2009 a oggi 190 pensionamenti a fronte di 120 assunzioni a tempo indeterminato
ROSIGNANO. Sull’annunciata riduzione di personale, Huart preferisce utilizzare la parola “rimodellare”. «Rimodellare l’organizzazione del lavoro - dice la direttrice - per garantire un futuro all’azienda. Per rendere lo stabilimento competitivo e redditizio, infatti, è necessario intervenire anche sui costi fissi, oltre che trovare soluzioni al grosso problema dell’approvvigionamento delle materie prime. E attenzione: oggi dobbiamo guardarci non solo dalla concorrenza esterna, ma anche da quella degli stabilimenti cugini». Non lo dice chiaramente perché la riorganizzazione del personale è ancora oggetto di trattativa sindacale, ma il ricorso al blocco del turn-over andrà avanti per molto. Blocco che se vogliamo è già in essere da tempo, visto che - numeri di Solvay alla mano - dal 2009 ad oggi, a fronte di 120 assunzioni a tempo indeterminato ci sono stati 190 pensionamenti in tutto il sito, cantieri compresi. «Tuttavia - dice Huart- Solvay continua a dare lavoro a 2000 persone».
Sul lago di Santa Luce. Sul tema degli invasi, si è fatto riferimento al lago di Santa Luce. «Il lago - dice Huart - è un invaso strategico per l’azienda, ma non si può progettare un dragaggio senza prima sapere perché si è insabbiato in questo modo. Dunque, faremo degli studi per capire cosa è successo a monte, perché è lì l’origine del problema. Una volta avute le risposte, allora potremmo anche scavare: ma prima di fare un investimento del genere dobbiamo essere sicuri che un tale insabbiamento non si ripeta più».
Progetto Rosignano. «Il Progetto Rosignano - riprende Huart - è importante e garantirebbe un futuro, ma non dobbiamo fermarci qui. E noi non lo abbiamo fatto, visto che per ridurre l’impatto ambientale abbiamo investito 100 milioni. Questo per dire che Solvay è pronta a fare la sua parte per consolidare la presenza a Rosignano secondo i principi dello sviluppo sostenibile. Ma l’impegno dell’azienda non potrà mai prescindere, in questo contesto virtuoso, dal mantenimento in essere della competitività e redditività delle sue attività produttive, senza le quali non può esistere né presente e né futuro».(ma.mo.)
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