Sicurezza
Gaddo tifa per Renzi «Sono pronto a iscrivermi al Pd»
Il conte ha finanziato le primarie del sindaco di Firenze con cento euro simbolici: spero che spazzi via il vecchio
CASTAGNETO. É uno che sa far parlare di sé, è uno che va dritto al punto. Poche metafore e idee chiare. É il conte Gaddo della Gherardesca, discendente del conte Ugolino, celebrato nei testi del divino Alighieri. Leggenda o verità, fatto sta che le sue manovre suscitano sempre interesse. L’ultima riguarda la nuova campagna politica italiana e lui da buon “controcorrentista” si schiera a sinistra, per la prima volta. «Per Renzi – dichiara – sarei pronto a iscrivermi al Partito democratico, qualora fosse obbligatorio. Speriamo che vinca e faccia un po’ di pulizia nel vecchio».
E alla domanda: ma sarà difficile che la spunti?, Gaddo è ottimista e aggiunge: «Intanto andiamo alle primarie poi vediamo, sono convinto che in tanti la pensano come me!» É talmente convinto della bontà della candidatura Renzi che ha anche finanziato la sua campagna per le primarie con cento euro.
È quindi convinto di iscriversi al Pd? Questione di persona oppure di delusione generale?
«Voto per Matteo Renzi, ripeto se fosse necessario sarei pronto a iscrivermi. I partiti sono diventati dei guazzabugli pieni di arrivisti al servizio politico solo per far carriera. Renzi è una persona che ha i fondamentali giusti, si dà da fare, trasmette passione. Non sono mai stato iscritto ad un partito e credo che la carriera si debba fare altrove. La politica deve tornare ad essere un servizio sociale e non economico».
Prima cosa votava?
«Liberale, repubblicano, talvolta per i radicali…»
Da maremmano doc come vede lo stato di salute della Toscana?
«Andrebbe chiesto a chi gestisce. Andrà male, immagino, come da tutte le parti. Ci sono gravi problemi economici, alcuni conosciuti molto bene dal sindaco di Piombino Gianni Anselmi, per esempio, che è da segnalare perché, senza protagonismi, si occupa dei problemi della sua città, difficili da affrontare. Questo è il genere di politici che mi auguro ci siano in futuro. Persone che stanno lontano dal vantaggio politico e agiscono per la comunità. Spero che Renzi sia questo».
Cosa pensa dell'accorpamento Pisa-Livorno?
«C'è il detto meglio un "morto in casa che un pisano all'uscio".... Non so cosa pensare, bisogna comunque risparmiare. Le Province sono strutture troppo onerose e l’inefficienza dello Stato è paurosa. In rapporto, non funziona niente. Quindi si tratta solo di costi inutili».
Insomma cento euro a Renzi sono una somma simbolica, non teme di rimanere nuovamente deluso?
«Prima di essere deluso provo… e poi sono pronto a cambiare. Non sono un ideologista, ma un libero pensatore. Non sono addomesticato ad una scuola di pensiero, ma voglio mandare a casa i farabutti che hanno fatto fallire il nostro Paese: del resto in un’azienda fallita si mandano a casa i dirigenti».
E sulla giustizia cosa pensa? A tre anni dalla morte di suo nipote, ucciso in una battuta di caccia, da pochi giorni si e svolta la prima udienza ed è tutto rimandato a marzo.
«Si vive di attese. La giustizia in Italia non esiste. Proviamo a fare il raffronto con il cameriere del Papa che è stato giudicato in tre settimane per il furto di alcuni documenti. Mio nipote è stato ucciso tre anni fa e ancora non c’è un giudizio, ma le pare giustizia questa?»
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