Il Tirreno

IL SEGRETARIO BARABINO

«Il centrodestra cecinese non si ferma ai due ragazzi»

di Andrea Rocchi
«Il centrodestra cecinese non si ferma ai due ragazzi»

CECINA. In principio fu Musotto che quando Fini rompe col Cavaliere decide di lasciare il Pdl e aderire a Fli confluendo nel gruppo misto. Quindi c’è l’addio di Francesco Villani, a giugno, che...

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CECINA. In principio fu Musotto che quando Fini rompe col Cavaliere decide di lasciare il Pdl e aderire a Fli confluendo nel gruppo misto. Quindi c’è l’addio di Francesco Villani, a giugno, che definisce il Pdl un “partito moribondo”. Due giorni fa lascia Marzini e, subito a ruota, Gasperini i due giovani consiglieri che sembrano lanciati verso una rapida carriera all’interno del centrodestra cecinese. «Studiano da grandi», aveva detto qualche barba bianca pidiellina a proposito.

Il gruppo consiliare (espressione dell’intesa Pdl-lista civica) perde in un battibaleno tre pezzi e resta composto dal capogruppo Paolo Barabino, da Lucia Castellacci, Valentina Cecconi e Riccardo Rindi. Una mazzata che lo stesso Barabino commenta con amarezza ma senza fare drammi. «Sono dispiaciuto», dice il segretario provinciale, «perché abbiamo sempre creduto e sostenuto questi due giovani consiglieri». Poi, però, avverte: «Non è che il centrodestra cecinese si ferma qui a Gasperini e Marzini».

Una stilettata polemica. Anche se Barabino non vuole affondare il coltello. L’imperativo è quello già ribadito ieri dal segretario: compatezza, unità, manenere la calma. «Anche perché non è che si vota domattina, no?», avverte il leader del Pdl.

L’assottigliamento, anzi il dimezzanto del gruppo, inciderà sul ruolo di opposizione? «Non mi preoccupo, ognuno va per la sua strada», dice ancora il capogruppo che non teme altre diaspore.

Così, se in casa Pdl cecinese prevale il basso profilo, fuori dai taccuini si scatenano reazioni e commenti velenosi. Dicono che Castellacci e Rindi non hanno affatto preso bene la dipartita di Marzini e Gasperini. C’è chi ritiene che «i due ragazzi si siano un po’ montati la testa» e chi legge, nella scelta di fondare un movimento politico «leggero», molto locale e lanciato sul web, il tentativo di farsi trovcare pronti per le prossime amministrative, magari con Marzini spendibile come candidato a sindaco.

Malelingue? O schegge di un centrodestra in deflagrazione?

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