Attenzione
Ineos non vende più «Rosignano è strategico»
Nessun accordo con i possibili acquirenti (100 contatti), offerte troppo basse Il gruppo si riorganizza. Le Rsu: «Ora investimenti per rilanciare la produzione»
ROSIGNANO. Rosignano, come Sarralbe, riveste un’ importanza strategica all’interno dell’area Sud Europa di Ineos O & P. Lo ricorda il direttore dello stabilimento locale Mario Panattoni a margine della notizia che il gruppo petrolchimico ha deciso di non vendere più il sito industriale di Rosignano e quello della città francese. Una marcia indietro che Calum MacLean, ceo di O&P, ha sinteticamente spiegato: «Nonostante l’interesse esterno significativo verso i siti, dopo aver considerato il valore potenziale in una situazione economica difficile, Ineos ha oggi deciso di arrestare il processo di vendita e manterrà i siti operanti all’interno del business Ineos O&P Europe». In sostanza, nonostante almeno 100 società si soano interessate allo stabilimento di Rosignano, nessuna ha formalizzato un’offerta ritenuta economicamente adeguata al valore del sito industriale.
Ieri mattina alle 8,30 la direzione locale dello stabilimento Ineos ha convocato i sindacati per ufficializzare la decisione. Presa anche per evitare il protrarsi di un clima di incertezza che stava pesando sia sul personale (sono 183 i dipendenti) sia sui clienti. Le rsu hanno preso atto di questa decisione. «Una notizia che ci fa piacere - afferma Stefano Santini coordinatore delle Rsu Ineos - anche perché il gruppo conosce bene Rosignano e si è sempre contraddistinto per la grande attenzione verso la sicurezza e l’ambiente. Se è vero che, con la nuova organizzazione, Rosignano riveste un ruolo strategico, è altrettanto vero che chiediamo all’azienda di investire e di aumentare la produzione». Produzione calata, un po’ per la crisi del settore, un po - come ha più volte ripetuto l’azienda - per la scarsità di materie prime, essenzialmente acqua. Anche Luigi Calabrò, Filcem Cgil, chiede che sia data chiarezza al concetto di area strategica: «Siamo fiduciosi ma critici. Vorremo sapere se il gruppo ritiene che siamo strategici perché siamo in tre (con Rosignano anche Sarralbe e Lavera) o perché è previsto un rilancio?«. E Franco Chinello (Uilcem) con Luca Pardera (Cgil) ricordano l’importanza, a Rosignano, dell’impianto di ricerca che peraltro Ineos non ha mai messo in vendita.
Ma cosa significa investire? Rosignano soffre di non avere un ciclo integrato e di non avere produzioni diversificate come il sito di Lavera. Per di più patisce il problema dell’approvvigionamento che arriva via mare ed è quindi legato alle variabili meteomarine. Però è uno stabilimento - dicono i sindacati - che funziona e che ha un buon indice di flessibilità. «Quando parliamo di investimenti - dicono le Rsu - parliamo di nuovi prodotti e nuove nicchie di mercato». Questo chiederanno già lunedì all’incontro con gi amministratori del board di O&P.
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