Attenzione
Il Pdl perde pezzi e Barabino avverte: «Giocate la partita»
Dopo Marzini anche Gasperini è pronto a uscire Nuovo gruppo e lista civica? Stamani annunciate novità
CECINA. Paolo Barabino usa una metafora calcistica per spiegare quello che sta succedendo nel Pdl e soprattutto per chiamare a raccolta coloro che stanno vivendo, con più di un mal di pancia, la crisi del partito. «Ecco perchè la partita va giocata fino a quando l’arbitro non fischia la fine», titola così un suo intervento di risposta al consigliere Dario Marzini che ieri ha annunciato le sue dimissioni. Il rischio, intanto, è che mentre la partita è in gioco la squadra del Pdl perda nuovi giocatori. Basta vedere quel che sta accadendo al gruppo in consiglio comunale, una storia contrassegnata da una serie di partenze: prima Musotto che, aderendo a Fli, lascia il Pdl per il gruppo misto. Poi Villani - è storia più recente - che sbatte la porta e chiede un salto di qualità. Infine Marzini che, lasciando la direzione provinciale della Giovane Italia (i giovani Pdl) e il coordinamento provinciale, presto decreterà anche il passaggio ad un nuovo gruppo. Ma le defezioni, in casa Pdl, potrebbero non fermarsi qui. Stamani infatti, è annunciata una conferenza stampa congiunta di Lorenzo Gasperini e Dario Marzini. Non è escluso che anche Gasperini ufficializzi l’uscita dal gruppo per costituire con Marzini un nuovo gruppo. Sul futuro politico (lista civica, avvicinamento ai renziani) Gasperini, al momento, non commenta annunciando er oggi le novità. Barabino, ieri, ha risposto a Marzini.
«E' noto - scrive Barabino - che l'intero sistema partitico sta vivendo una profonda crisi strutturale ed un conclamato degrado etico. Le agenzie odierne confermano che il Presidente Silvio Berlusconi starebbe per archiviare l'esperienza del PdL, ormai scosso da scandali, divisioni interne, perdita di consensi, per dare vita ad un nuovo organismo politico, un partito snello, aperto a volti nuovi, (ancora una volta) alla società civile, ad un più ampio cartello elettorale con le forze moderate. Penso che Berlusconi abbia ragione, tuttavia ad una condizione: non buttare via il PdL, ma ricostruirlo unitariamente, non separatamente, ripartendo dalle persone e dalle vicende virtuose, liberandoci definitivamente di tutti coloro che con le loro azioni si sono ormai irrimediabilmente compromessi ed hanno portato al partito discredito, vergogna, derisione. Dopo di che non si vota domani mattina, ma tra 6 mesi, l'elettorato, specie quel 50% dell'intero che oggi appare indeciso o persuaso di non votare, non deve esprimere il proprio consenso sull'odierna formazione, ma su quella e sui programmi che avremo messo in piedi per il prossimo mese di marzo». «Per tali motivi - va avanti - ritengo che sbagliano di grosso tutti coloro che hanno già cantato il de profundis a quello che, ancora oggi, rappresenta il maggior partito del centro-destra italiano, un PdL, o come si chiamerà (la vicenda del nome non mi scalda il cuore) che ha sempre avuto ed ha i voti quando altri hanno solo discorsi.
Provo dunque amarezza quando alcuni amici abbandonano il partito, magari sbattendo la porta di quella che sino al giorno prima è stata la loro casa (ma lo stile non è roba per tutti). Vale l'esatto contrario, anche nella Provincia di Livorno è il momento di aggregare tutte le energie migliori del territorio, di fare squadra, di far sentire nelle sedi deputate che a Livorno esiste un gruppo coeso che crede ancora nella carta dei valori del PdL, ma che non è più disposto ad essere accomunato a certe persone o situazioni. E' questo il momento di giocarsi al meglio la partita interna al nostro partito, di provare ad incidere per uno sviluppo virtuoso, di far capire che non possiamo più sbagliare. A fronte di nuovi sbagli, faremo ulteriori considerazioni, ma adesso è il momento di giocare. Chi si estranea, non gioca la partita, disgrega, distrugge, crea gruppuscoli, non sogna più, non fa altro che il gioco dell'antipolitica e della sinistra, e non riuscirà di certo a creare forze migliori. Io la partita continuo a giocarla, con forza e determinazione»
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