Il Tirreno

«Il lago di Santa Luce non lo abbandoneremo»

«Il lago di Santa Luce non lo abbandoneremo»

Solvay risponde al Comune collinare: «Per noi resta un invaso strategico Ma non è percorribile l’ipotesi di destinare qui i fondi per Puretta»

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ROSIGNANO. «Non c’è alcun rischio di abbandono: il lago continua ad essere un riserva strategica importante per l’attività dello stabilimento». Solvay risponde così ai dubbi mossi dall’amministrazione comunale di Santa Luce, allarmata dal fatto che la diga sia in concessione all’azienda dal ministero dei Lavori pubblici e che alla scadenza (2027) ci potrebbe anche essere un abbandono da parte della multinazionale. Ma alla domanda diretta se Solvay intende davvero far decadere la concessione ecco la risposta: «Il lago continua ad essere una riserva strategica importante di risorsa idrica per le attività industriali dello stabilimento. L’azienda intende, dunque, riavviare progressivamente lo svolgimento delle normali funzionalità del lago». E allora perché ancora oggi, nonostante sia passato oltre un mese dal piano di salvataggio del lago varato dopo il prosciugamento dello scorso 13 agosto, il bacino si presenta come una grande pozza d’acqua e niente di più? «In aggiunta alle normali attività di manutenzione programmata m - dicono ancora dalla direzione di via Piave - sono in via di completamenti degli importanti lavori di mantenimento su alcuni parti della struttura del lago».

Solvay, confermando le condizioni del contratto messe in evidenza dal Comune di Santa Luce («si tratta di una concessione di grande derivazione rilasciata a Solvay dal ministero dei Lavori pubblici per 70 anni»), risponde anche sull’idea di destinare i soldi per Puretta nella riqualificazione del bacino di Santa Luce in un maxi invaso. «I due invasi, quello di Puretta e quello di Santa Luce - spiega l’azienda - hanno finalità completamente diverse: ricordiamo che Puretta ha lo scopo di essere utilizzato per fini potabili della Val di Cecina, mentre il lago di Santa Luce ha lo scopo di alimentare lo stabilimento di Rosignano a fini industriali. L’idea suggerita dal Comune di Santa Luce, dunque, non è percorribile, in quanto un’ipotesi non può sostituire l’altra».

Rassicurazioni e considerazioni di Solvay a parte, il destino del lago artificiale di Santa Luce e della riserva idrica in generale della Bassa Val di Ceciba saranno l’argomento di un vertice interprovinciale del Pd Vertice in programma questa sera nella sede rosignanese in piazza Risorgimento. Al tavolo ci saranno anche gli assessori regionali Bramerini e Simoncini. Con loro i sindaci della Bassa Val di Cecina interessati dal problema. Presenti anche i segretari provinciali del Pd, il consigliere regionale Ruggeri e il responsabile lavoro ed economia del Pd toscano Ferrucci. Oltre naturalmente ai padroni di casa, Franchi, Bagnoli e Conforti.(ma.mo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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