Sicurezza
Franchi telefona a Rossi: «Andiamo a Bruxelles»
Il sindaco: «Né la direzione di Rosignano, né quella di Milano oggi sono in grado di darci risposte chiare sul futuro dello stabilimento. Basta con questa impasse»
ROSIGNANO. «Per me del Progetto Rosignano non se ne parla più. Non se ne parla più». Sono queste le parole esatte pronunciate nell’ultimo consiglio comunale dal sindaco Alessandro Franchi in chiusura del suo intervento sulla situazione della fabbrica. E allora di cosa si dovrà parlare da ora in poi? Franchi ha deciso di rivolgere questa domanda alla Solvay. Ma non alla direzione di Rosignano e nemmeno a quella italiana. Il sindaco ha contattato Enrico Rossi per chiedergli di andare insieme a Bruxelles, casa madra del gruppo chimico.
Viaggio a Bruxelles. Archiviato, almeno per il sindaco, il rigassificatore, Franchi ha messo in agenda un viaggio in Belgio. «Noi dobbiamo affrontare l’emergenza, il contingente e creare le basi per un recupero ambientale - dice Franchi - ma abbiamo anche la necessità, oggi più di ieri, di capire il contesto nel quale da qui a 15-20 anni Solvay intende muoversi a Rosignano. Non possiamo più affrontare separatamente i problemi dell’ambiente, degli impianti e dell’emergenza del momento. Questo territorio ha bisogno, per le scelte che dovrà fare, di capire l’orientamento, le strategie che il gruppo ha sullo stabilimento rosignanese». E si arriva alla proposta di chiedere un incontro con i vertici della multinazionale della chimica. «Ovviamente da soli non possiamo avere le risposte che cerchiamo e allora di questo ne ho parlato con Enrico Rossi. E il governatore della Toscana si è reso disponibile e sensibile nell’affrontare il problema, condividendo che adesso il nostro riferimento deve essere Bruxelles e non può essere Rosignano o Milano, con tutto il rispetto per le due direzioni di casa nostra. Questo perché le scelte, anche sulla base di una recente riorganizzazione del gruppo, vengono fatte dalla direzione centrale. Ecco: noi vogliamo andare a Bruxelles per sapere ce si sono progetti per Rosignano e se sì cosa Solvay intende chiedere al territorio. Territorio che poi sarà chiamato a decidere, perché penso che la politica deve essere protagonista su decisioni di questo tipo». Franchi prosegue. «Quello che è certo è che non possiamo andare avanti con prospettive di breve periodo. È arrivato il momento di capire se la fabbrica di Rosignano è sempre strategica e se sì con quali investimenti. Oppure se si intende procedere verso una lenta agonia, col mantenimento al minimo di alcuni impianti».
Rigassificatore. Franchi torna sulle sue parole sul terminal gas. «Credo di non avere detto niente di clamoroso - dice il sindaco - visto che è da almeno un mese che sostengo che il Progetto Rosignano è tramontato. E lo ha detto anche lo stesso Rossi a Rosignano lo scorso agosto. La mia uscita ha fatto arrabbiare qualcuno anche all’interno della maggioranza? Non ho parlato al bar o in piazza, ma in consiglio comunale, la casa della democrazia. E poi il mio pensiero sul rigassificatore, che no ha nessun tatticismo politico, è arrivato al termine di un concetto molto più ampio sulla situazione industriale. E comunque ribadisco che dopo 12 anni di attesa è arrivato il momento di dire basta a questo progetto: Rosignano non può perdere altro tempo. E come Comune non intendiamo restare ostaggi di altri: a Edison avevamo chiesto una risposta entro giugno. Siamo ad ottobre e nessuno si è fatto vivo. E siccome credo che ci debba essere rispetto per le istituzioni, il tempo per il terminal è scaduto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
