Il dolore
Insegne pubblicitarie raffica di controlli e multe nei negozi
I vigili urbani verificano le autorizzazioni dei commercianti La replica: «Tende senza scritte non soggette a permessi»
CECINA. Controlli a raffica sulle insegne degli esercizi e sulle tende dei negozi. I vigili urbani stanno passando al setaccio tutte le attività della città per verificare se il suolo pubblico sia occupato regolarmente e se venga corrisposta anche l’imposta per la pubblicità. Gli accertamenti sono partiti quest’estate da Marina di Cecina e stanno proseguendo ora in centro. E già sono stati staccati diversi verbali a carico di chi è stato pizzicato in fallo.
«Abbiamo notizia dei controlli da settimane – dice Attilio Camposano di Confcommercio – i vigili stanno accertando se ci siano delle violazioni dei regolamenti e per questo abbiamo già avuto degli incontri». La norma è abbastanza complicata: una cosa sono le insegne d’esercizio, altra cosa è l’occupazione del suolo pubblico. Insegne pubblicitarie. L’installazione delle insegne pubblicitarie è disciplinato dalla legge 75 del 2002 che le individua come le scritte che «contraddistinguono la sede ove si svolgono attività commerciali e di produzione di beni o servizi». Sempre secondo la norma le insegne si pagano solo se superiori ai 5 metri di lunghezza. Servono comunque dei permessi per installarle (articolo 23 del codice della strada). In queste settimane diversi negozianti sono stati sanzionati o perché senza le autorizzazioni necessarie (anche se il cartello è inferiore ai 5 metri) o perché non avevano corrisposto il dovuto in tassa di pubblicità. Alcuni commercianti fanno notate che i vigili urbani stanno richiedendo i permessi anche per le tende con le scritte, ritenendole al di là del contenuto, indicazioni pubblicitarie.
Dalla polizia municipale spiegano invece che parola d’ordine è tolleranza, soprattutto verso i commercianti che hanno installato le insegne diversi anni fa e che non è detto abbiano tutta la documentazione a portate di mano. La linea è stata ribadita anche in un recente incontro con le associazioni di categoria. «al di là dei controlli – commenta Catia Giannoni del Centro commerciale naturale – il problema è il dialogo visto che nessuno ci ha avvisato di questa iniziativa». Insomma, un confronto preliminare con le associazioni di categoria avrebbe fatto piacere a chi ha un’attività. Suolo pubblico. Altro discorso è rappresentato dall’occupazione abusiva del suolo pubblico. In questo caso la contravvenzione è assicurata. Attenzione perché anche le tende degli esercizi rappresentano un’occupazione di suolo pubblico. La superficie viene calcolata rilevando la proiezione a terra della tenda stessa. Critiche. Molti commercianti hanno mal digerito i controlli a tappeto. «E’ bene far presente che le tende se non riportano alcuna scritta non costituiscono pubblicità – scrive Federico Cartei, commercialista - e quindi non sono soggette ad autorizzazione.
Le insegne devono essere autorizzate ma non per la pubblicità, come richiesto dal Comune, ma per il codice della strada. Quindi la richiesta da parte della polizia municipale di compilare i moduli online da presentare in Comune è sbagliata perché associata alla richiesta della pubblicità e non all'autorizzazione prevista dal codice della strada. Inoltre sia la dichiarazione, che l'imposta sulla pubblicità, non sono dovute per insegne inferiori a mq. 5, mentre il comune richiede autorizzazione alla pubblicità per tutte le taglie, con chiaro intento di tassare laddove l'imposta non è dovuta».
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