Il Tirreno

Fu un giorno d’inferno «E ora pure la multa?»

Fu un giorno d’inferno «E ora pure la multa?»

La testimonianza. Una automobilista rievoca il caos dell’8 giugno, giorno dell’introduzione del nuovo pedaggio. Sat corre in fretta ai ripari

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ROSIGNANO. «Il ricordo è sempre vivo. Fu una mattinata d'inferno. Dovevamo - mio marito ed io - andare per una commissione nella zona di Bibbona e quella mattina - era l'8 giugno scorso - non pensando che veniva messa in funzione la barriera a pagamento del tratto nuovo autostradale, 4 km a sud di Rosignano, prendemmo comunque come facciamo sempre la Variante Aurelia in direzione sud, provenienti da Livorno. Fu così che ci trovammo impantanati nel caos delle file al casello». Così scrive Elisabetta Arrighi, da Livorno, rievocando la mattina dell’8 giugno, giorno di introduzione del pedaggio al nuovo casello.

Arrighi è una delle centinaia di automobilisti che ieri si sono visti recapitare l’ingiunzione di pagamento maggiorata. «Quaranta minuti in coda, sotto il sole - ricorda - Una bolgia dantesca. Con i 60 centesimi pronti nella cassettina del cruscotto per il pagamento del pedaggio. Che alla fine non ci venne fatto pagare e ora, dopo quasi tre mesi, ci viene richiesto con tanto di spese per un totale di 3,70 euro mediante una ingiunzione che - basta leggere le prime righe - ci ha fatto sentire alla stregua di due ladri, due truffatori dello Stato. Ma non è così. Se non pagammo fu per il disservizio offerto dalla società autostradale, incapace di gestire - almeno quella mattina - la situazione. Il mancato pagamento fu nostro e di altre centinaia di automobilisti (non solo della zona) perché quel giorno - alle 10.42 del mattino - fu il personale dell'autostrada ad aprire le sbarre dei caselli per far defluire il traffico, senza far pagare il pedaggio, per cercare di superare quella bolgia di veicoli in fila, mentre televisioni e radio aggiornavano in diretta la situazione. Ora, dopo quasi tre mesi, arriva l'ingiunzione come se loro, la società autostradale, avesse colto gli automobilisti con le mani nel sacco. Per cui la essediesse società di servizi nel bollettino allegato specifica che i 3,70 euro da pagare sono così composti: 0,60 euro l'importo dovuto, cioè il pedaggio; 2,58 euro spese fisse; 0,52 euro spese visura (per risalire al proprietario del veicolo attraverso il Pra). Tipico esempio di inefficienza all'italiana e di sperpero di denaro pubblico. Alla società autostradale mandiamo a dire solo una cosa: i 60 centesimi siamo pronti a pagarli, il resto no. Paghino loro o imparino a far meglio il loro mestiere».

Un problema che ha fatto correre ai ripari Sat (come scriviamo a pagina 2 del giornale) che proprio per l’assurdo della situazione ha deciso di annullare tutti i provvedimenti di pagamento.

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