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Callaioli non ci sta e spara sul Wwf

Callaioli non ci sta e spara sul Wwf

Siccità e preapertura, l’assessore-cacciatore replica a Politi: «Pura demagogia»

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CASTAGNETO. Con la preapertura della caccia cominciano a infiammarsi gli animi tra ambientalisti e cacciatori. Le doppiette difendono la propria identità contro chi segnala prudenza e suggerisce di ritardare la partenza. In attesa delle prossime riunioni dove i cacciatori discuteranno problematiche e metodologie di attività e di sicurezza, l'assessore all'ambiente Roberto Callaioli interviene in risposta all'articolo uscito sul Tirreno dove si sollecitava, appunto, una partenza più rallentata in rispetto delle specie già minacciate da siccità e calamità naturali.

L'assessore critica fortemente l'intervento del responsabile dell'Oasi Wwf Padule di Bolgheri, Paolo Maria Politi, definendolo «di pura demagogia. Non ci prendiamo in giro e cerchiamo di essere sinceri dichiarando quello che si pensa e cioè: siamo contrari alla caccia e faremo tutto il possibile per raggiungere lo scopo. L'apertura della caccia agli "estatini" si caratterizza soprattutto con una specie, la tortora africana, che predilige la stagione asciutta, arrivando nei nostri territori nel mese di aprile per nidificare. E poi ripartire a fine agosto verso le coste del Sudafrica. Infatti alle prime piogge di fine estate migra verso sud per cercare il caldo. Siamo sicuri che sia la siccità a comprometterne la vita? Non credo. Questi sono fattori che un esperto come Politi conosce benissimo».

Callaioli, tra l'altro una doppietta molto conosciuta nel territorio castagnetano, chiama in causa anche i dati forniti dall'Ispra e una situazione più generale che territoriale: «Partire dall'arsura dei mesi estivi, che tra l'altro è stata massiccia in Toscana ma non quanto nel 2003, per invitare la Regione a emanare un provvedimento per bloccare la preapertura posticipando magari anche quella generale del 16 settembre all’1 ottobre, mi pare quantomeno azzardato. Direi invece che fortunatamente i nostri boschi sono sufficientemente ricchi di piccoli torrenti e sorgenti che garantiscono ampiamente il sostentamento della fauna presente. Poi riconosco che durante l'arco dell'anno ci possono essere delle situazioni di emergenza da essere analizzate volta per volta, in un confronto aperto con le istituzioni da cui il mondo venatorio non si è mai sottratto».

Infine la vigilanza sugli incendi: «Da amministratore - conclude Callaioli - sono molto più tranquillo quando i cacciatori frequentano in modo costante le nostre campagne e i boschi, le segnalazioni su situazioni di pericolo o danni ambientali sono frequenti e puntuali e permettono di intervenire tempestivamente. Voglio anche fare un appello alle associazioni venatorie a tutti i livelli: smettiamo di concentrarci su problemi personali, dobbiamo far sentire la nostra voce, cosa che negli ultimi tempi si è lasciata fortemente desiderare, ragionando magari con una parte del mondo ambientalista che non vede il cacciatore come un nemico da attaccare a tutti i costi».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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