Il Tirreno

«Addio Idros, noi facciamo il parco»

«Addio Idros, noi facciamo il parco»

Pellegrini in consiglio accusa Solvay, gli altri sindaci e annuncia il progetto di creazione dei laghetti di Fiorino

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MONTESCUDAIO. Diventerà uno dei parchi naturali più grandi della Bassa Val di Cecina.

Più vasto anche dell'oasi, ora ridotta a poco più di una pozza d'acqua stagnante, di Santa Luce con i suoi oltre cento ettari di specchi d'acqua e aree verdi.

Ieri, prima in mattinata in consiglio comunale poi nel pomeriggio nel corso della festa organizzata proprio sui laghetti di Fiorino, il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini ha illustrato i futuri passi per trasformare un insieme di specchi d'acqua e cave della piana di Casagiustri nel parco ambientale di Fiorino.

«Questo, come ho già ribadito di recente, significa chiudere definitivamente al progetto Idros - ha spiegato nel consiglio straordinario di ieri mattina il sindaco Pellegrini - l'ultima acqua che Solvay prenderà dal nostro territorio è quella che abbiamo messo a disposizione dopo l'accordo siglato con la prefettura pochi giorni fa. Un accordo firmato e subito rimesso in discussione da Solvay, cosa che ha confermato come l'azienda non abbia rispetto per niente e per nessuno tranne per i suoi sporchi interessi».

All'ennesimo attacco frontale, però, Pellegrini, ne ha fatto seguire un altro, anche se più edulcorato, rivolto ai sindaci della Bassa Val di Cecina e alle associazioni ambientaliste.

«L'acqua è un bene comune e non solo una questione che riguarda Montescudaio - ha spiegato Pellegrini in consiglio comunale - per questo il silenzio e l'assenza sia delle varie associazioni ambientaliste e ancora di più dei sindaci della Bassa Val di Cecina è ancora più preoccupante. Noi, da oggi, lanciamo un altro segnale, ma per ora siamo rimasti soli».

Cosa prevede, dunque, il progetto di creazione dei laghetti di Fiorino?

Prima di tutto i tre storici invasi di Casagiustri non saranno più utilizzati da Solvay per uso industriale.

Non solo, l'amministrazione di Montescudaio sta lavorando da tempo per inserire nel progetto ambientale anche altri invasi della piana.

«Ci sono almeno altri due laghetti e altre due cave, prossime alla chiusura, che i privati dovrebbero mettere a disposizione del comune - ha spiegato ancora Pellegrini - entro il 2013 dovremmo rivedere l'Anpil (area naturale protetta di interesse locale, ndr) e inserirvi anche i laghetti denominati e utilizzati da Vanni e Stizza».

Il complesso naturalistico dunque dovrebbe prevedere, oltre ai laghetti di proprietà Nencini, anche le due cave vicine (in direzione Volterra) di proprietà del marchese Paltrinieri e, a partire dal 2016, anche l'altra cava di proprietà Nencini, oggi oggetto del prelievo di acqua per la diga di Santa Luce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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