Il Tirreno

«Ciao mamma, scusami ora venitemi a prendere»

Queste le prime parole di Marcella Carbone al telefono con la madre da Parigi La donna: «Che sollievo, ma almeno una tirata d’orecchie se la merita»

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CECINA. L'abbraccio tra Marcella Carbone, il padre Antonio e la madre Monica Cancedda è avvenuto ieri a notte fonda negli uffici di una stazione della Gendarmerie francese di Parigi dove la ragazza ha atteso l'arrivo dei genitori giunti in Francia con la prima coincidenza aerea che hanno trovato dalla Toscana. La svolta positiva del caso della ventenne irgolese scomparsa nel nulla dalla stazione di Cecina alle 11.45 di sabato scorso, si era avuta verso le 21.30 di avanti ieri. Dopo quattro giorni di voluto blackout Marcella ha deciso di ricollegarsi col mondo riaccendendo il suo telefonino. È stata la mamma la prima ad accorgersi che il cellulare della figlia era nuovamente raggiungibile e a digitare immediatamente quel numero che chissà quante volte, nei giorni precedenti, aveva tentato invano di far squillare. Stavolta invece dall'altro capo del telefono la voce di Marcella è arriva subito: «Ciao mamma, sono a Parigi, da sola. Scusatemi. Venitemi a prendere».

Poche parole è l'incubo spettrale si è disciolto in un baleno come neve al sole. Pochi minuti per cercare il modo più veloce per raggiungere la figlia, e i genitori di Marcella, che da domenica pomeriggio seguivano le sue ricerche sul campo in Toscana, si sono involati verso la Francia. Qualche ore tra volo e transfert per percorrere il tragitto che la figlia invece aveva effettuato in treno impiegando molto più tempo. È stata la stessa ragazza a raccontare prima alla polizia francese e quindi ai genitori la sua fuga in treno da Cecina a Parigi con tappa intermedia a Marsiglia. Un viaggio in solitario lungo la strada ferrata che costeggia l'alta costa tirrenica, quindi il litorale ligure e la Costa Azzurra e che poi, da Marsiglia, taglia vero nord per arrivare alla capitale transalpina. Dice che era il sogno della sua vita Marcella, quello di vedere Parigi con le sue luci, i suoi boulevard, i Champs d'Elise, la tour d'Eiffel, Montmartre e Notre Dame. Il sogno adolescenziale di una bella ventenne, alta 1 metro e 70, ma forse, di fatto, ancora ragazzina. Tanto da sentirsi smarrita e atterrita dalla imponente grandezza architettonica e dal caotico traffico multietnico che l'ha accolta al suo arrivo alla Gare de Lyon, la stazione centrale di Parigi dove Marcella d'improvviso ha realizzato che la sua fuga era giunta al capolinea e ha riacceso il telefonino. Già ieri sera la ragazza insieme ai genitori ha fatto rientro a Saline di Volterra dove da gennaio abitava a casa della zia Petronilla Carbone, con le sue due figlie e un figlio gestiscono un ristorante a Casino di Terra dove dava una mano Marcella che lavorava saltuariamente anche in un bar sala giochi di Cecina. Questa mattina con tutta probabilità la giovane sarà sentita dai carabinieri. Per Marcella Carbone insomma dopo gli ovvi baci e abbracci e molte lacrime di felicità, c'è in programma anche qualche strigliatina. Come quella che promette di darle a bocce ferme anche la mamma in un messaggio che ha voluto postare sulla pagina Fb “Aiutiamo a trovare Marcella” che in pochi giorni aveva raggiunto quasi 3500 adesioni: «Si Marcella è tornata - scrive la mamma - e voglio ringraziare tutti coloro che fanno parte di questo gruppo. Grazie davvero .... e credetemi darò a Marcella una tirata d'orecchie anche da parte vostra». (a.f.)

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