Il Tirreno

Lago prosciugato, via all’operazione per il salvataggio

di Mario Moscadelli
Lago prosciugato, via all’operazione per il salvataggio

Solvay: «Iniziati i lavori propedeutici al pompaggio» Il sindaco di Santa Luce: «Senza un dragaggio sforzi inutili»

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SANTA LUCE. Via al salvataggio della diga di Santa Luce. Ieri, come affermano dall'azienda di via Piave, sono iniziati i lavori preliminari per portare - come previsto nel protocollo d'intesa firmato venerdì scorso - l'acqua presente nel cavo di proprietà della Nencini Laterizi a Montescaudaio al lago situato nel comune collinare pisano. Il volume di risorsa idrica che arriverà giornalmente a Santa Luce, circa 60 metri cubi al giorno come prescritto dall'Autorità dighe, servirà in gran parte a tenere umido l'argine della lago e ad evitare così pericolosi crolli. Ma intanto si discute su come dare un futuro alla diga.

Operazione-salvataggio. «Tempi tecnici permettendo, a breve l'acqua arriverà alla diga di Santa Luce», dichiarano da Solvay. Per tempi tecnici si intendono le operazioni preliminari iniziate ieri per pompare l'acqua dalla cava privata nella zona di Casagiustri in modo da farla arrivare, attraverso il sistema delle tubazioni, all'invaso di Santa Luce. Di fatto la diga potrebbe iniziare a bere tra giovedì e venerdì prossimi, scongiurando così danni strutturali. L'acqua prelevata dal cavo servirà principalmente per inumidire l'argine del lago, in modo da metterlo in sicurezza evitando così il pericolo di smottamenti. I prelievi in questione, protocollo alla mano, potranno andare avanti fino alla fine del prossimo ottobre, ma ci si augura che una mano a questa grave situazione di siccità arrivi prima dal cielo.

I pozzi di Solvay. Per quanto riguarda i pozzi concessi da Solvay nell'ambito dell'accordo, dall'azienda precisano che «il pozzo 12 A alla Fagiolaia nel comune di Riparbella e il pozzo 21 A situato a Pianetto nel comune di Montescudaio sono già a disposizione viste le rispettive ordinanze emesse dai sindaci dei due comuni. Per il punto di approvvigionamento di Ponteginori vale il discorso per Santa Luce: sono in corso le operazioni di allaccio».

Il futuro del lago. Scattato il piano per fronteggiare l'emergenza, ora ci si interroga su come dare un futuro al lago di Santa Luce. «O meglio - come afferma Andrea Marini, sindaco del comune collinare - su come evitare il ripetersi di un nuovo disastro ambientale. Noi una un'idea ce l'abbiamo e la proporremo una volta chiamati, visto che ne abbiamo il diritto, al tavolo per il rinnovo dell'accordo di programma con Solvay». La soluzione, secondo Marini, «è un dragaggio del lago, in modo da abbassare il fondale e creare così una vera e propria riserva d'acqua per fronteggiare i periodi di siccità». Dragaggio che però Solvay ha sempre scartato per questioni economiche: secondo la legge, infatti, il materiale rimosso va tutto smaltito in discarica. «È vero - dice Marini - ma quella di aumentare la portata del lago è ad oggi l'unica soluzione percorribile per garantire un futuro alla diga ed evitare un nuovo disastro. I costi? E qui che dobbiamo lavorare. Secondo noi è possibile un intervento misto pubblico-privato, consentendo l'utilizzo di quell'acqua anche a scopo agricolo, ma è solo un esempio. Il materiale rimosso si potrebbe stoccare nei confini del lago stesso, in attesa magari che si sblocchi la legge, proposta della Regione Toscana, che ne consentirebbe un utilizzo per la concimazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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