Il Tirreno

Maestrale srl chiede aiuto ai russi

di Rino Bucci

Soldi finiti, cantiere bloccato da oltre tre anni, si cercano partner per completare l’ex Lido

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CECINA. La gru gialla è sempre lì; svetta sopra il tetto dell'ex hotel Lido, a pochi passi dal mare, da quasi cinque anni. Le impalcature sono vuote, nessun viavai, il cartellone che restituiva l'immagine della futura Rta (residenza turistico alberghiera) ormai è bruciato dal sole. La struttura avrebbe dovuto aprire nel 2009, ma non è mai stata terminata. La proprietà, la Maestrale srl di Santa Croce sull'Arno, si è arenata nelle secche della crisi economica e l'inaugurazione è stata rimandata di anno in anno.

Oggi a Marina c'è solo un edificio grezzo di cinque piani: mancano gli arredi, gli infissi, gli intonaci, gli allacci. Insomma, di strada da percorrere ce n'è ancora molta. «La proprietà si è trovata alle prese con la crisi del comparto edilizio - dice l'assessore all'urbanistica Giamila Carli -penso che gli imprenditori si stiano guardando intorno per trovare possibili acquirenti».

L'entrata di nuovi soggetti nell'affare è confermata dagli stessi titolari dell'immobile. «Cosa è successo? Ci mancano i soldi, è semplice - dice Alessandro Muccini, uno dei soci della Maestrale srl - a questo punto abbiamo bisogno di un finanziatore per andare avanti o di qualcuno interessato all'acquisto. I lavori all'esterno sono fermi da un pezzo mentre all'interno abbiamo continuato fino a giugno. Gli arredi sono in ordine a una ditta di Sondrio».

I futuri soci dell'ex Lido potrebbero parlare russo. «Abbiamo una trattativa avanzata con una società russa - conferma Muccini - subentrerebbe nella partita al 50 per cento. Alla Maestrale rimarrebbe la gestione dell'ex hotel. Entro il 30 settembre ci potrebbero essere interessanti novità. Incrociamo le dita».

I lavori in largo Cairoli sono partiti nella primavera 2007, quando le ruspe iniziarono ad abbattere lo storico hotel Lido per costruire il Maestrale. Il progetto, presentato dalla società di Santa Croce e accolto dall'ex assessore ai lavori pubblici ora sindaco Stefano Benedetti, prevede la realizzazione di un complesso a tre stelle composto da una quarantina di unità abitative tra camere e miniappartamenti. Un affare da dieci milioni di euro, di cui circa 400mila destinati al Comune a titolo di oneri di urbanizzazione. Un solo divieto: vendere l'immobile a pezzi una volta realizzato. Niente appartamenti a cinque metri dal mare in largo Cairoli. La stessa proprietà conferma di voler proseguire sulla strada della Residenza turistica alberghiera: «Diventerà una Rta al 100 per cento - conclude Muccini - siamo partiti con questo progetto e vogliamo concluderlo. Speriamo di trovare un partner che lo sposi insieme a noi». In attesa dei russi, resta uno scheletro di ferro e cemento sul fronte mare a vegliare sulle passeggiare estive di turisti e vacanzieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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