Il Tirreno

Alla scoperta del latte d’asina

Alla scoperta del latte d’asina

Un alimento indicato per neonati e anziani: illustrato il progetto Vagal

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BIBBONA. Non poteva che trovare spazio alla fiera della California, il più importante evento zootecnico a livello regionale, il progetto Vagal del quale la Provincia di Livorno è partner e che ha coinvolto anche università di Pisa e di Firenze. «Questa iniziativa è finalizzata alla valorizzazione della qualità dei territori rurali e dei prodotti di eccellenza legati all'allevamento zootecnico - ha detto ieri l'assessore provinciale Paolo Pacini - in particolare il recupero dell'asino amiatino e della cinta senese».

Proprio il latte d'asina, come sottolineato dai professori universitari presenti ieri alla fiera (Domenico Gatta per l'ateneo pisano e Roberto Polidori per quello fiorentino), è il più simile al latte materno, alimento dalle caratteristiche singolari che riveste una grande importanza dal punto di vista medico e nutrizionale, in particolare nei casi di intolleranza dei neonati verso il latte artificiale. Lo scarso contenuto di grassi lo rende inoltre particolarmente indicato per i soggetti anziani nella cura e prevenzione delle patologie geriatriche come arteriosclerosi, osteoporosi e patologie cardiovascolari. Anche per la cinta senese, presente in fiera proprio a due passi dalle chianine regine della California per alcuni giorni, sono state realizzate sperimentazioni per verificare le caratteristiche più idonee dell'allevamento e della commercializzazione del prodotto.

«In provincia di Livorno sono stati costituiti centri pilota - ha spiegato Luca Arzilli, direttore dell'associazione provinciale allevatori - uno per l'asino amiatino, in cui viene svolta la sperimentazione e divulgazione di tecniche per la mungitura. L'altro per l'allevamento di cinta senese indirizzato alla sperimentazione di tecniche di allevamento, trasformazione e commercializzazione del prodotto. Il tutto, in particolare con l'asino amiatino, con specie quasi a rischio di estinzione».

Per la fiera dunque, al fianco della chianina, altri allevamenti (ai quali si è aggiunto anche il cavallo monterufolino) in grado di rivalutare la qualità del prodotto finale che, come confermato da Pacini, presto potrebbe ottenere il suo disciplinare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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