Il Tirreno

Solvay cede tre pozzi, siglato l’accordo

di Maria Meini
Solvay cede tre pozzi, siglato l’accordo

Dopo una lunga trattativa, ok al piano di salvataggio per il lago di S. Luce: l’azienda prenderà acqua da un cavo privato

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SANTA LUCE. Alla fine l’accordo è arrivato. Dopo una trattativa sfibrante, ieri la riconvocazione del tavolo in prefettura a Pisa e finalmente in serata il piano d’emergenza per salvare il salvabile del lago di Santa Luce, evitando almeno il crollo della diga e il dilagare della siccità a valle, lungo il fiume Fine, è stato siglato. L’intesa è un patto a termine, ma pone delle condizioni nuove nel rapporto tra amministrazioni locali e società Solvay. L’azienda chimica ha accettato infatti di cedere ad Asa per tutto il perdurare dell’emergenza idrica tre pozzi finora utilizzati per prelievi a fini industriali.

Pozzi contro cavi. In cambio il Comune di Montescudaio le mette a disposizione, gratuitamente, l’acqua di un cavo in essere (di proprietà della ditta Nencini Laterizi) da cui attingere per ripristinare e porre in sicurezza la diga di Santa Luce, secondo le prescrizioni dell’Autorità dighe. Autorizzazione estesa ad altri cavi artificiali che si trovano nella stessa zona, l’area di Casagiustri. Il cavo Nencini, utilizzato per l’estrazione di argilla, in questo periodo è a riposo e contiene circa 20mila metri cubi d’acqua di mantenimento. Per il ripristino della diga ne servono 60 metri cubi al giorno: fanno 333 giorni, quasi un anno.

La grande sete. I pozzi che Solvay cede all’Ato, l’Autorità di bacino, la quale li immetterà nel circuito idropotabile, sono dislocati tra Montescudaio (il pozzo di Casagiustri, già sequestrato dal sindaco Pellegrini, contro cui Solvay aveva presentato ricorso), Ponteginori e Riparbella (in località Fagiolaia). Anche in quest’ultimo caso il pozzo è stato posto sotto sequestro dal sindaco Fontanelli mercoledì scorso. A Riparbella come a Ponteginori e in tutta l’Alta Val di Cecina la siccità ha obbligato Asa a razionare l’acqua. L’accordo prevede però per il pozzo della Fagiolaia la revoca dell’ordinanza del sindaco e un monitoraggio della portata idrica, con prelievi da parte di Solvay limitati alle ore notturne.

I firmatari e Santa Luce. Hanno firmato l’accordo in prefettura Solvay, la Provincia di Pisa, l’Ato (Autorità di bacino) e i Comuni di Riparbella, Montescudaio, Pomarance e Volterra, gli enti locali inseriti nella convenzione per la gestione del lago. Presente anche S. Luce, che però a suo tempo è stata incredibilmente esclusa dalla convenzione, così come dal tavolo regionale sulle risorse idriche e minerarie.

«I laghetti non si toccano». Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio, ha inserito a verbale, a margine del protocollo d’intesa, una sua dichiarazione. «Il Comune di Montescudaio - dice - ha sentito il dovere di solidarietà di rispondere all'appello delle istituzioni sul disastro del lago di S. Luce, che pure è un’opera privata, e ha individuato, grazie alla disponibilità della ditta Nencini, una cava in atto dove c'è acqua sufficiente, gratis e adatta a risolvere definitivamente il problema della diga ( come dimostrano i sopralluoghi): con questo Montescudaio ha adempiuto all'impegno preso con le istituzioni e il proprio impegno è finito qui. Contemporaneamente la Solvay ha risollevato il problema del reperire anche ulteriore acqua per l'attività industriale: pur essendo questa una novità del tavolo, con un ulteriore sforzo di solidarietà, il Comune ha espresso il proprio consenso al fatto che Solvay usi ora e nei mesi avvenire, l'acqua presente nelle cave in atto; se quest'acqua per Solvay è poca noi non possiamo farci nulla, questo abbiamo e questo possiamo dare. Se Solvay non trova altra acqua crediamo proprio che questo sia il momento che parlino di dissalatore». Durante la trattativa Solvay è tornata alla carica sui laghetti di Casagiustri. «Ovviamente - sottolinea Pellegrini - da tutto questo restano e resteranno esclusi per sempre i laghetti che costituisco un patrimonio ambientale di tutta la collettività che continueremo a tutelare ora e nel futuro. Consideriamo ogni tentativo di riaprire il discorso sui laghetti un'offesa a tutta la nostra comunità prima ancora che una inutile provocazione alla quale né ora né mai daremo spago».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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