Il Tirreno

Scoperto il tesoro dei giostrai, tre arresti di polizia e carabinieri

Scoperto il tesoro dei giostrai, tre arresti di polizia e carabinieri

Conclusa una lunga indagine su due clan rivali imparentati tra loro, dediti ai furti in villa e tra i quali giorni fa furono esplosi anche proiettili di pistola. Ingente il bottino recuperato dagli investigatori

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Sparò per uccidere il rivale in una lite fra clan di giostrai italiani imparentati tra loro: adesso, con l'accusa di tentato omicidio, è stato sottoposto a fermo da parte della procura di Livorno un nomade italiano di etnia sinti, Antonino Fiaschè, 32 anni, di Firenze. A monte dell'agguato, avvenuto la notte fra il 10 e l'11 agosto scorso alla periferia di Livorno, c'è una complessa indagine dei carabinieri sui furti in abitazione commessi lungo la costa livornese, inchiesta che ha contestualmente portato all'arresto della moglie di Fiaschè, Maria Bono, 29 anni di Avezzano, e di Angela Rasizzi Scalora, 38 anni di Noto (Siracusa), moglie di Francesco Casella, il giostraio che Fiaschè avrebbe colpito con quattro colpi di pistola. Recuperato il bottino, un vero e proprio tesoro.

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