Il Tirreno

Rotelli: «Turismo, Solvay è zona franca»

ROSIGNANO. Rosignano Solvay e il turismo, un giovane rosignanese - Giulio Rotelli - interviene alla luce delle ultime polemiche, soprattutto quella sui camper «selvaggi». «L'idea che mi sono fatto...

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ROSIGNANO. Rosignano Solvay e il turismo, un giovane rosignanese - Giulio Rotelli - interviene alla luce delle ultime polemiche, soprattutto quella sui camper «selvaggi». «L'idea che mi sono fatto - scrive Rotelli - è che mentre nel nostro Comune ci sono zone "blindate" e talmente tutelate da risultare poi quasi soffocate, vedi Castiglioncello e le sue vittime illustri Ciucheba e Spianate su tutti, ce ne siano altre, come Solvay appunto, che sono diventate un pò lo "scarico" del turismo selvaggio, quello del mordi e fuggi che arreca agli abitanti del luogo più disagi che benefici. Nella zona a mare, quella compresa tra Monte alla Rena e i bagni, da metà giugno in poi diventa quasi impossibile muoversi con una popolazione che triplica nel giro di poche settimane, con bagnanti che spuntano come formiche da garage trasformati in depandance estive e da case dove ogni settimana cambiano le famiglie che le utilizzano in una vera e propria qasba fatta di condoni edilizi inspiegabili e affitti e subaffitti rigorosamente non dichiarati». Rotelli aggiunge: «Qualcuno potrebbe controbattere che in tempo di crisi la vacanza è comunque un diritto di tutti, anche di chi non può permettersi ristorante e bagno privato, certo che lo è, ma da sempre è cosa buona e giusta che l'aumento della popolazione stagionale per gli indigeni non sia solo sinonimo di caos e disagi ma che abbia anche un ritorno economico diretto o indiretto, altrimenti lo "straniero" piano piano si trasforma da benvenuto a indesiderato».

Rotelli prova anche a suggerire alcune soluzioni: «per evitare che la zona lato mare sia il regno dell'affitto al nero e quindi del turismo senza profitto per il territorio, basterebbe mettere una ztl che obblighi chi affitta a richiedere i pass presentando regolari contratti per porre fine all'abusivismo che regna ormai da anni;i servizi che in buona fede l'amministrazione aveva lasciato gratuiti affidandosi al senso civile di chi ne usufruisce (parcheggi senza più sbarre anti camper e docce free) andrebbero a malincuore messi a pagamento.Sono sicuramente scelte per alcuni versi impopolari e difficili da digerire per alcuni, ma credo che siano il primo piccolo passo da fare a favore di chi da anni tenta di fare della frazione nata come polo industriale anche una buona realtà turistica».

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