Il Tirreno

La guerra dell’acqua

Nascono i laghetti di Fiorino «Solvay stia alla larga»

di Maria Meini
Nascono i laghetti di Fiorino «Solvay stia alla larga»

MONTESCUDAIO. Un altro capitolo della guerra dell’acqua, che insieme alla siccità record caratterizza l’estate 2012, è la creazione di un cartello, gestito da un comitato, dei laghetti di Fiorino. La...

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MONTESCUDAIO. Un altro capitolo della guerra dell’acqua, che insieme alla siccità record caratterizza l’estate 2012, è la creazione di un cartello, gestito da un comitato, dei laghetti di Fiorino.

La denominazione e il logo (che riportiamo sotto) sono freschi di giornata. L’idea è semplice: dar vita a un organismo unico, che riunisca gli invasi di Casagiustri e altri piccoli bacini idrici che si trovano nel comune di Montescudaio, istituzionalizzare questa sorta di distretto ambientale e metterlo “sotto tutela”.

La mossa del sindaco di Montescudaio è logica conseguenza del divieto di emungimento per fini industriali deciso il mese scorso, di fronte all’emergenza idrica, che ha bloccato i prelievi della società Solvay. Ma il distretto sarà formato non solo dai laghetti di Casagiustri, ne faranno parte anche altri piccoli invasi vicini. Di questi, due sono di proprietà privata, del marchese Paltrinieri Malaspina. Ma la gestione dell’acqua è pubblica, ribattono in promotori dell’iniziativa. Che avrà un suo primo debutto pubblico a breve, con una festa inaugurale a cui parteciperà anche la società di canottaggio che svolge i suoi allenamenti negli invasi a nord della Variante.

Aurelio Pellegrini non si sbilancia, ma anticipa che le funzioni a cui saranno adibiti i laghetti sono essenzialmente la tutela ambientale, il rifornimento idrico ad uso potabile e la pratica sportiva. Insomma, detto in soldoni: la creazione del cartello dovrebbe servire a tenere lontana Solvay. E l’ipotesi di nuovi emungimenti. L’azienda chimica, di fronte all’emergenza acqua - e soprattutto dopo il prosciugamento del lago di Santa Luce - ha infatti presentato esposto contro la Provincia di Pisa per riavere accesso ai bacini di prelievo della Bassa Val di Cecina, per i quali è scattato il divieto con l’ordinanza del Comune di Montescudaio.

E continua la battaglia anche sul fronte di Santa Luce. Montescudaio sta chiedendo infatti di coinvolgere tutti i comuni dell’area pisana - Castellina, Riparbella, Guardistallo e Santa Luce - per convocare il Polo ambienta della Bassa Val di Cecina. Un organismo nato nel 2008 su emanazione della Provincia che riunisce, in convenzione, le amministrazioni comunali delle colline, con lo scopo «di promuovere la conservazione degli ecosistemi, intesa come valorizzazione delle risorse naturali». Il Polo ambientale è coordinato da Leonardo Gelli, che è anche presidente della coop Feromia. Secondo i Comuni, che chiedono la convocazione urgente del comitato d’indirizzo dell’ente, gli avvenimenti di S. Luce non possono essere attribuiti solo a motivi meteorologici e rientrano a pieno titolo nelle funzioni del Polo, che avrebbe «ampiamente disatteso le finalità » attribuitegli dallo statuto. Per questo chiedono di discutere «sulla natura, utilità e validità dell’attuale sistema di gestione dello stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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