Il Tirreno

«Ora non toccate i laghetti di Casa Giustri»

«Ora non toccate i laghetti di Casa Giustri»

Insieme per Cambiare avverte: «La diga è della multinazionale, se crolla la ricostruirà lei»

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SANTA LUCE. Anche Insieme per Cambiare di Montescudaio e Riparbella, in una nota a firma di Tinelli Roncalli e Lucibello Piani, accusa il sistema di gestione del territorio e delle risorse. «L'allarme per la siccità e il basso livello del lago - scrivono - è notizia di quest'inverno quando le temperature rigide aggravarono la situazione. Da allora la situazione è andata gradualmente peggiorando e si sono susseguite denunce sugli organi di stampa senza che abbiano prodotto alcuna risposta efficace da parte dagli enti coinvolti nella gestione della riserva: Provincia di Pisa, Polo Ambientale Bassa Val di Cecina, Lipu e Solvay che è la proprietaria del lago. A leggere i comunicati stampa il cittadino, che vive lontano dal lago, può credere sia colpa della siccità ma la Solvay ha ammesso di aver eseguito emungimenti dal lago in secca. Nel frattempo i nostri politici si sono prodigati a produrre carta e dichiarazioni che alla luce della scomparsa del lago lasciano allibiti: Il 7 marzo il lago-oasi di Santa Luce viene dichiarato dal Ministero dell'Ambiente "sito di importanza comunitario" (Sic) e il 27 giugno l'assessore Picchi per la Provincia di Pisa e Michelle Huart per la Solvay rinnovano la convenzione con la Lipu per la gestione dell'Oasi annunciando fantomatiche azioni rivolte alla conservazione, valorizzazione e gestione naturalistiche del sito che dopo solo poche settimane è scomparso lasciando una strage di pesci e la morte di tutto l'habitat, qualcuno può credere che mentre firmavano la convenzione non sapessero che il lago sarebbe sparito di li a poco»?

E ancora: Questi amministratori devono spiegare ai cittadini cosa hanno fatto per preservare il sito di interesse comunitario, l'oasi naturalistica e l'acqua e perché nessuna azione è stata posta in essere per preservare l'habitat minimo di sopravvivenza per le migliaia di pesci che popolavano il lago. Appare evidente che il nostro territorio non è capace di attivare gli anticorpi necessari per difendersi dai disastri annunciati, l'assessore Picchi, primo responsabile politico, deve ora spiegare a cosa sono serviti i soldi stanziati per il Polo Ambientale della Bassa Val di Cecina e per tutte le associazioni che gli gravitano intorno e sopratutto è ora di avere una politica unica e vera di area vasta e non solo carrozzoni inutili per sistemare qualche amico. In merito all'ultima idea di emungere i laghetti di casa giustri per "innaffiare" la diga di Santa Luce a rischio crollo non possiamo che pensare ad una battuta poco spiritosa di fine estate, la diga è della Solvay, se crolla la ricostruiranno a spese loro ma certo non svuoteranno un altro lago per i propri interessi dopo che hanno lasciato morire l'Oasi».

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di Redazione web