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Il lago scomparso: accuse bipartisan a Provincia e Solvay

Il lago scomparso: accuse bipartisan a Provincia e Solvay

“Santa Luce domani” contro Lipu: ambientalisti da salotto E la Sinistra: sconfitto il governo del territorio

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SANTALUCE. «Silenzio assordante della politica e l'opportunismo della Lipu». E’ durissimo l’attacco che l’opposizione di Santa Luce domani lancia ad enti locali e gestori dell’oasi dopo la morte del lago.

La lista civica: «stralciare la convenzione». «Questi sono i risultati - afferma la lista civica - di una politica ambientale inesistente, perpetrata dai nostri amministratori locali e dalla Lipu, più interessata ai finanziamenti comunitari e privati che alla e salvaguardia di questi patrimoni naturali. Abbiamo letto nei giorni scorsi una lettera aperta della Lipu sui quotidiani locali, che pareva un comunicato stampa della società Solvay! Con il disastro che è successo quella è la loro posizione? Vergogna. Questi signori ambientalisti da salotto devono andarsene da nostro lago! Sono anni che gestiscono l'oasi di Santa Luce, ma un vero rapporto con il territorio agricolo del comune di Santa Luce non è mai nato. Come gruppo politico chiediamo che sia stracciata la convenzione che lega Solvay Provincia di Pisa e Lipu per la gestione dell'oasi». E ancora: «Questo perché il lago è un bene del nostro territorio è vogliamo essere, protagonisti del suo sviluppo e principali tutori! Diventa oggi difficile non sottolineare le grosse responsabilità che hanno avuto in questo evento, il nostro s indaco e l'assessore Provinciale all'ambiente. Oggi questi protagonisti si stracciano le vesti per trovare le responsabilità del disastro ambientale, ma loro in queste settimane dove erano? Tutti quanti i cittadini di Santa Luce sono stati testimoni del calare troppo veloce del livello di acqua nel lago, molti hanno fatto presente questo ai nostri amministratori, ma fatti concreti di interventi per evitare lo scontato epilogo non ci sono stati. Altre amministrazioni comunali vicine hanno emesso ordinanze per tutelare le falde idriche contrapponendo a legittimi interessi industriali della Solvay, politiche di salvaguardia territoriale. Perché a Santa Luce questo non è stato fatto! Abbiamo assistito ancora una volta alla solita politica del fare spallucce e tirare innanzi, sperando che il problema toccasse ad altri. Una politica massimalista senza principi e senza valori che si disinteressa della cosa pubblica pensando alla conservazione del proprio orticello». E concludono: «Adesso è arrivato il momento di far rinascere il lago di Santa Luce riprendendo in mano ciò che ci appartiene !

Per questo proponiamo una convenzione forte e di lunga durata tra Comune di Santa Luce e Solvay per lo sfruttamento del lago, con la possibilità di valorizzare l'area per coltivazioni ittiche, pesca sportiva, sport acquatici, e recupero di energia rinnovabile. E come primo atto di questo impegnativo percorso ripulire da subito il lago recuperando una risorsa strategica per le fronteggiare le annuali carenze idriche».

Ma il disastro ambientale del lago e dell’Aoasi alimenta la polemica anche da Sinistra.

La Sinistra: «sconfitto il governo del territorio». "E' stato detto - continua la nota - che ciò è frutto di una stagione particolarmente arida. Insomma si parte da un dato di fatto rimuovendo i perché si è giunti a tanto e, soprattutto, cosa si poteva fare prima e meglio per evitare il disastro". In una nota la Federazione di Sinistra ricorda alcuni fatti: "Il lago negli anni, prima diviene Oasi, poi Riserva naturale Provinciale, quindi nel 2009 addirittura Sic (Sito d'importanza Comunitaria "Lago di santa Luce); si rafforzano intrecci di carattere istituzionale che vedono coinvolti il Comune, la Provincia di Pisa, pareri e competenze delegate di carattere regionale; si stanziano fondi, si fanno accordi e convenzioni con la Solvay e la Lipu; si promuovono visite, si stampano brochure, si attivano siti di promozione turistica e naturalistica. Poi d'un tratto qualcuno ci racconta la brutta storia di un'area naturalistica colpita a morte, mentre l'acqua è scomparsa quasi fosse colpa del destino. E la politica?". Secondo la Sinistra "l'intera vicenda parla della sconfitta del governo coordinato del territorio, un elemento serio da non minimizzare derubricandolo a mera polemica estiva. Sconfitta del Comune - continua la nota - che non ha per tempo e in maniera adeguata sollevato un forte allarme tale da attivare preventive azioni di contenimento del danno, rivendicando il proprio ruolo di reale perno di governo del territorio dinanzi alle pressioni della Solvay. Mortificazione della comunità scientifica, dagli istituti meteorologici ai centri di indagine e elaborazione dei dati utili alla costruzione di previsioni macro e locali. Sconfitta degli Enti territoriali (Regione e Provincia) verso la Comunità Europea e la coscienza civile e ambientale di migliaia di cittadini che vivono ben oltre i confini delle colline pisane. Sconfitta della Lipu che oggi, certifica candidamente come fin dall'inizio dell'estate le specie nidificanti provenienti dall'Africa non si sono fermate perché la vegetazione riparia stava scomparendo per la siccità, ma che nulla ha denunciato in merito al possibile precipitare della situazione. Sconfitta (ma solo d'immagine) della Solvay, una multinazionale che come sua abitudine non va troppo per il sottile. Accerchiata dalle scelte del Comune di Montescudaio e dalla generale crisi idrica - continua la nota - l'acqua alla fine l'ha presa dov'era. Il punto politico sta nella mancata sottoscrizione di un accordo tra Regione, Provincia, Comune di S.Luce e Società Solvay sull'annoso nodo dell'emungimento idrico nella Bassa Val di Cecina; così come il punto di soluzione non potrà che essere rappresentato dalla realizzazione, intanto, di un dissalatore che permetta di risparmiare le vene idriche naturali.

Un ponte di canotti per salviare il gabbiano. Ha destato interesse ma anche preoccupazione il caso degli animali intrappolati nella fanghiglia del lago in secca, come il gabbiano che nesuno riusciva a salvare. E c’è chi - come Francesco Nano da Castiglioncello - lancia un suggerimento: «Con tutti i canotti che ci sono sulla costa, non è possibile organizzare una passerella per salvare l’animale?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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