Sicurezza
Agricoltore accusa: «Ecco chi ha ucciso il lago di Santa Luce»
SANTA LUCE Le condizioni del Psi. «Si riscriva una convenzione fra Provincia, Solvay e Lipuincludendovi il Comune. Si pretenda un uso più collettivo della diga a favore della comunità locale e dell’ag...
SANTA LUCE
Le condizioni del Psi. «Si riscriva una convenzione fra Provincia, Solvay e Lipuincludendovi il Comune. Si pretenda un uso più collettivo della diga a favore della comunità locale e dell’agricoltura». E ancora: «La società Solvay, insieme agli altri soggetti, attui un progressivo svuotamento delle argille dal lago e riduca i prelievi idrici». Sono le richieste del direttivo del Psi di Santa Luce che in una lettera - a firma di Paolo Sammuri avanza all’amministrazione comunale. «Già, nel mese di marzo di quest'anno - scrive il Psi - abbiamo fatto presente a chi di dovere lo stato di drammatica agonia in cui versava il "lago - diga di Santa Luce". Ma siamo stati inascoltati ed un po' derisi. Purtroppo il problema esiste da tanti anni, fin da quando la Società Solvay, scavalcando il Comune di Santa Luce e facendo un accordo con la provincia di Pisa e la Regione Toscana, si appropriò di tutto il bacino imbrifero della vallata non concedendo nulla all'agricoltura locale ed al tempo libero della popolazione ma destinando tutta l'acqua dolce a fini industriali.Ebbene, nessuno mette in dubbio le necessità e la sopravvivenza di questa industria chimica, purchè, però, la stessa sia compatibile con il rispetto dell'ambiente e le compatibilità sociali del territorio. Ma purtroppo ciò non sembra sempre avvenire come dimostra la vicenda dell'emungimento di acqua potabile, da parte di questa Società, delle acque del Fiume Cecina e della carenza di acqua potabile di molte frazione costrette a rifornirsi con autobotti»
. «Ecco chi sono i colpevoli».Sul disastro al lago interviene anche Pier Luigi Ladurini, coltivatore diretto e rappresentante di Federcaccia a Santa Luce. «Chi avrebbe mai pensato 62 anni fa - scrive Ladurinin - che il venerdì 17 agosto 2012 moriva il lago di Santa Luce con tutti i suoi abitanti ittici? L'azienda Solvay strappò dal nostro territorio, nel comune di Santa Luce, i migliori terreni agricoli dove l'agricoltore regnava, per inondarli e farne un bacino artificiale per i propri interessi. I lavori dettero una mano a tanta gente del posto e dei comuni vicini. Con il passare degli anni l'invaso si è riempito di terra a causa di torrenti e fiumiciattoli che vi furono convogliati. Da diversi anni noi abitanti di Santa Luce abbiamo assistito a un lento ma costante prosciugamento del nostro lago. Noi agricoltori non avevamo nessun beneficio da questa acqua ma per noi era il nostro lago, lasciato dai nostri nonni e lo sentivamo nostro. "Ora è morto"! Era rifugio di tutti gli animali selvatici, nidificavano, venivano a svernare, davanti il passo si nutrivano, riposavano e ripartivano e tanti vi vivevano tutto l'anno. Tutti hanno sotto gli occhi la situazione meteo degli ultimi mesi, ma nessuno degli organi preposti ha mosso un dito. L'amministrazione provinciale di Pisa, con i suoi responsabili di Area Protetta, la giunta e il consiglio comunale di Santa Luce, la Solvay e la Lipu cosa hanno fatto? Niente di niente. La Provincia, assente in questa situazione, fa veramente vergogna, qualcuno deve pagare per questo. L'azienda Solvay, che è la prima responsabile, ha creato questa situazione: non è lecito da queste parti. Forse vuole smantellare tutto quello che ha costruito in 100 anni? Non sappiamo, ma non si capisce il perchè anche in questo anno di grave siccità ha continuato a far uscire migliaia di litri di acqua per il fiume Fine (anche se doveroso) quando con una maggiore e accurata gestione della fuoriuscita di acqua si poteva impedire tutta la moria di pesci; le piogge poi sarebbero arrivate con l'autunno e l'inverno. Vergogna!»
Ladurini continua: «La Lipu come falchi rapaci sempre a colpire e sparare su cacciatori e agricoltori, attenti solo a metterci in cattiva luce. Anche quando i cinghiali avevano arrecato danni agli agricoltori venivano a impedirci di controllare le popolazioni dei nocivi, dicevano che eravamo assassini perché proteggevamo le colture agricole quale fonte di reddito degli agricoltori. Ma gli interessi e stipendi vostri mai toccati! Dove eravate! Zitti zitti come pesci (morti) non avete fatto mea culpa nel vedere tutti quei pesci caricati con buldozer e scavatori sui camion. Ora va bene. Quando portavate le scolaresche era una gita per loro, portatele ora le scolaresche e fategli vedere quello che anche voi avete fatto. Assumetevi la vostra parte di colpa. Ora il lago non sarà più riserva naturale. Vergogna! Bello fare gli ambientalisti con le strutture degli altri per poi fregarvene! L'amministrazione comunale anche lei in silezio, se n’è accortacome tutti gli altri enti solo il giorno di ferragosto 2012. Tutti vedevano e passavano sopra al ponte del lago ma anche loro ciechi come talpe. Forse impotenti contro la Solvay; non era un loro problema? Per me lo era».
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