Il Tirreno

Picchiato in spiaggia dopo la festa: la madre accusa

Picchiato in spiaggia dopo la festa: la madre accusa

«Dimesso dall’ospedale di Cecina in maniera frettolosa» Il quindicenne aveva perso conoscenza, ora è a Livorno

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ROSIGNANO. Picchiato in spiaggia dopo la festa. Ora è ricoverato in Pediatria all'ospedale di Livorno. Le sue condizioni sono buone, ma i familiari hanno vissuto momenti di grande apprensione anche perché il ragazzo - un 15enne originario di Caletta ma residente a Firenze - subito dopo l'aggressione, ha perso conoscenza. Ora la madre chiede giustizia. Ha presentato denuncia ai carabinieri dell'accaduto. Ma soprattutto evidenzia due aspetti di questa storia per i quali pretende delle risposte: la violenza su un minore con lesioni gravi e gli accertamenti sanitari che lei giudica "frettolosi e carenti" all'ospedale di Cecina, molto scrupolosi invece in quello di Livorno. Tanto che sull'episodio ha scritto una dettagliata lettera al direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai.

Veniamo ai fatti, come ce li racconta la madre del ragazzo (di cui omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile il minore). La sera di ferragosto il giovane partecipa alla sua prima festa al Quercetano di Castiglioncello. Intorno a mezzanotte scende con un amico in spiaggia, per cercare una compagna che aveva perso di vista. I due s'imbattono in un gruppo di ragazzi più grandi, chiedono se hanno visto passare la ragazzina, questi - probabilmente ubriachi - rispondono, ne nasce un alterco e uno del gruppo sferra un cazzotto al quindicenne, che poi viene raggiunto da un altro pugno alla nuca. Il ragazzino cade e picchia la testa in uno scoglio. Perdendo conoscenza. Viene portato dai suoi amici ai bagni Quercetano e da qui, con un'ambulanza, trasportato all'ospedale di Cecina.

Qui la madre si sofferma sull'assistenza ricevuta dal figlio, arrivato da solo in ambulanza col medico e i volontari. «Nonostante le vistose echimosi sul collo e sull'orecchio - scrive la donna - è stato lasciato privo di soccorso fintanto che non sono arrivati i suoi nonni. E' stato detto loro che, forse per legge sul consenso informato, non era possibile agire su un minorenne senza l'autorizzazione dei familiari. Una prima domanda mi vene spontanea: e se avesse rischiato la vita? Fatto sta che la Tac e l'eco addome sono state eseguite solo coi nonni presenti». La madre del ragazzo afferma che i medici hanno accertato il trauma cranico e che uno di loro avrebbe detto a suo marito - giunto successivamente in ospedale - che il ragazzo aveva avuto un "coma lieve». «Visto che comunque eravamo in presenza di una perdita di conoscenza - continua la donna - il ragazzo avrebbe dovuto essere trattenuto per accertamenti al fine di scongiurare eventuali complicanze». Cosa che - spiega la madre - non è successo col ragazzo che è stato dimesso alle 5 di mattina con una prognosi di 6 giorni, da tenere sotto controllo per 48 ore e affidare al medico curante. Solo che, una volta a casa, dopo circa 4 ore si sono manifestate al ragazzo una forte cefalea e nuovamente vomito. Così è stato trasportato in ambulanza all'ospedale di Livorno che lo ha trattenuto dopo i primi accertamenti ricoverandolo in Pediatria.

«L'ospedale di Livorno ha provveduto ad eseguire su mio figlio Tac, elettrocardiogramma, visita neurologica, visita ortopedica, eco addome, visita otorino, visita oculistica, esame audiometrico, radiografie bacino, spalla ginocchio, visita odontoiatrica oltre ad una serie di esami». La madre chiude con una considerazione amara: «Questo è il tipo di sanità in cui un cittadino vorrebbe imbattersi al momento del bisogno. Che dire invece dell'atteggiamento dell'ospedale di Cecina?» Interrogativo rivolto al direttore dell'Asl 6.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web