Sicurezza
«Allarmi inascoltati» Ora si litiga sul lago scomparso
Santa Luce: liste civiche a caccia delle responsabilità Intanto martedì c’è un vertice con Provincia e Regione
SANTA LUCE. Il disastro poteva essere evitato? Perché non sono stati ascoltati i segnali di allarme (pochi, per la verità) sullo stato di grave crisi idrica del bacino di Santa Luce? Perché, di punto in bianco, si è scoperto che il lago era rimasto all’asciutto?Si può veramente ripartire dal poco che è rimasto in vita della fauna ittica del lago - come dice l’assessore provinciale all’Ambiente Valter Picchi - o bisognerà ripensare ad un nuovo progetto di risanamento dell’ecosistema dell’oasi? Può essere la siccità la sola responsabile di quanto è accaduto? Ci sono stati prelievi da parte di Solvay che hanno pregiudicato lo stato del lago? Sono tanti gli interrogativi che, per ora, restano senza risposta.
E così, mentre le istituzioni e la società Solvay - proprietaria del lago (creato tra gli anni ’50 e ’60 come serbatoio di acqua dolce per alcune fabbricazioni dello stabilimento di Rosignano)- corrono ai ripari per cercare di salvare il salvabile permangono domande che alimentano dubbi e polemiche. Molto critica, su quanto non è stato fatto, è la lista civica di opposizione di Santa Luce. Sulla bacheca Facebook di Santa Luce Domani si accusa l’amministrazione comunale ma anche la Lipu per non aver vigilato su quanto stava succedendo. Ci sono poi cittadini, residenti, che lamentano il fatto che gli allarmi sulla carenza di acqua circolavano da tempo e che - in questi mesi - non si è posto riparo alla situazione.
La lista civica Insieme per Cambiare di Montescudaio e Riparbella, due giorni fa, aveva attaccato la Provincia di Pisa - firmataria con Lipu e Solvay della convenzione per l’oasi - per non aver vigilato e in particolare aveva chiesto le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Valter Picchi.
Sulla vicenda del prosciugamento del lago (che ricordiamo ha avuto come conseguenza l’abbattimento della quasi totalità dei pesci all’interno del bacino) il Comune di Santa Luce ha chiesto l’immediata attivazione di un incontro per analizzare la situazione. Scrive il sindaco Andrea Marini: «Si comunica che l’amministrazione comunale ha convocato per martedì prossimo, presso la sede comunale, un incontro con tutti i soggetti interessati per analizzare la situazione ed eventuali responsabilità e nel contempo valutare le possibili azioni a salvaguardia e per il ripristino di tutta la riserva del lago di Santa Luce. All’incontro sono stati invitati a partecipare il prefetto di Pisa, il presidente e l’assessore all’Ambiente della Regione, il presidente e l’assessore all’Ambiente della Provincia di Pisa, la società Solvay spa e la Lipu». Anche la Lipu, ieri, è intervenuta cercando di indicare alcune strade per il risanamento. Mentre Solvay, già in una nota stampa, aveva indicato di aver agito solo per il mantenimento del corso d’acqua del Fine nel rispettpo delle normative vigenti, paventando il rischio che un ulteriore crisi idrica legata alla siccità, potesse interferire sull’attività di alcune produzioni dello stabilimento.
Al di là del solito balletto di dichiarazioni, quel che resta visitando il lago di Santa Luce è uno scenario agghiacciante di desolazione e morte.
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