Il Tirreno

«Le capanne dei vip se sono abusive vanno abbattute»

Il Pd perplesso sul parere della Sovrintendenza «Agli occhi dei cittadini sono come i privilegi della casta»

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CASTAGNETO. Le capanne dei vip come i benefit dei superdirigenti e i privilegi dei politici. Il Pd di Castagneto - attraverso il segretario dell’unione comunale Sandra Scarpellini - interviene sulla vicenda dopo il parere della Sovrintendenza contro l’abbattimento. Per dire che - se sono abusive - le sentenze vanno rispetate. «I tanti manufatti - scrive Scarpellini - realizzati nel tempo sul demanio - senza alcun titolo a monte per occupare uno spazio che appartiene allo Stato e per potervi insediare costruzioni ancorché leggere, ma comunque permanenti - potrebbero tout court essere definiti un abuso edilizio e di conseguenza essere soggetti a demolizione. Che chi li ha fatti realizzare, parimenti, debba essere sanzionato va da sé . In tal senso l'amministrazione comunale aveva emanato un'ordinanza di demolizione delle capanne abusive e in linea si era poi espresso il Consiglio di Stato».

«Il parere redatto in merito dalla Sovrintendenza - continua il segretario del Pd - individua invece in quelle stesse baracche manufatti che sono divenuti una parte integrante del panorama e il cui abbattimento andrebbe addirittura ad arrecare pregiudizio al paesaggio, essendone ormai elemento tipico. Non mi permetto infatti di entrare nel merito tecnico dell'interpretazione della Sovrintendenza e, da profana, vedo bene anch'io come quei manufatti siano semplici e non impattanti rispetto al paesaggio. Il punto non è questo: il punto è che sono abusive e sono state realizzate - si suppone scientemente, visto che i "proprietari" non sono degli sprovveduti - in spregio a qualsiasi norma. Ed è qui che interviene il vero cattivo gusto, quello che i cittadini non sono più disposti a tollerare. Le capanne di canneggiole in sé sono forse poca cosa, ma sono come i privilegi dei politici, i benefit ingiustificati dei superdirigenti, sono tutto quello che oggi è ormai insopportabile e insensato per il cittadino comune. Quando un semplice cittadino che abbia una stanza da affittare a comuni mortali, piuttosto che a ospiti illustrissimi deve, giustamente, rispettare regole precise per poterlo fare, tutto ciò è davvero poco comprensibile». Scarpellini si dice certa che l’amministrazione comunale vigilerà perché «non nascano altre baracche e si chiede: « se le capanne costruite su demanio pubblico sono addirittura da assimilarsi a quello stesso ambiente (pubblico) e in questo trovano ragione di esistere, possono quindi essere utilizzate pubblicamente da chi lo voglia»?

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