Lutto
Sopralluogo a S. Luce nel lago senza pesci «Non tutto è perso»
Picchi (Provincia): «Ci sono uova, il disastro è scongiurabile» Ma Insieme per Cambiare accusa: «L’assessore si dimetta»
SANTA LUCE. Sopralluogo ieri mattina della Provincia di Pisa al lago di Santa Luce. L'assessore all'ambiente Valter Picchi insieme ai tecnici del servizi 'georisorse' e 'aree protette' (la zona è 'Riserva naturale provinciale', appunto), hanno verificato lo stato di grave siccità in cui versa l’invaso. Contatta anche l’assessore regionale Maria Rita Bramerini. per una verifica diretta della situazione relativa alla 'secca' dell'invaso.
«Un disastro ecologico vero e proprio - afferma Picchi - sembra al momento ancora scongiurabile. I livelli d'acqua sono al minimo e la moria di pesci è cospicua; tuttavia, al centro dell'invaso, permane un nucleo melmoso umido nel quale sono contenute uova tuttora in stato vitale: le quali, se pioverà (anche poco sarà sufficiente), provvederanno a conservare il ciclo di mantenimento della fauna ittica. Diverso, logicamente, sarebbe il caso se si solidificasse anche la melma che oggi è sempre umida, a causa del protrarsi di questa straordinaria assenza di precipitazioni: ma la siccità dovrebbe durare per almeno un'altra trentina di giorni; e, sinceramente, confidiamo si tratti di un'eventualità evitabile». Sui rapporti con Solvay Picchi aggiunge: «Stiamo procedendo al recupero degli atti originari di concessione per l'attingimento d'acqua (i primi risalenti al 1957), a favore di Solvay stessa da parte del Genio civile regionale, allora titolare della materia (competenze della Provincia dal 1999, l’attuale convenzione tra quest'ultima e l'azienda concerne esclusivamente l'attività di valorizzazione del lago di Santa Luce in quanto riserva naturale). L'esame di quella documentazione servirà a verificare che tutto, in questa circostanza, si sia svolto conformemente alle prescrizioni stabilite. Al di là di questo, occorre in ogni caso prendere atto di come, a fronte della presenza storica di un impianto che opera un forte emungimento, il brusco stravolgimento climatico di questi ultimi anni rappresenti un nodo da affrontare: la sede in cui affrontare il problema non può essere se non l'accordo di programma riguardante tutta l'attività di Solvay, che dovrà essere sottoscritto dal gruppo industriale con i vari livelli pubblici interessati: Ministero, Regione, enti locali». Intanto arrivano le prime reazioni sull’accaduto. La lista civica Insieme per Cambiare chiede le dimissioni di Picchi:«Visto che la competenza per le acque interne è della Provincia di Pisa, principale responsabile della distruzione di uno degli habitat più pregiati della Provincia di Pisa per l’avifauna è l’assessore all’ambiente Walter Picchi. Riteniamo perciò che si debba dimettere per manifesta incapacità nello svolgimento del proprio incarico e per aver dimostrato la più completa sudditanza alle pretese dell’industria».
Intanto Cristian Pardossi (Pd Pisa) e Alberto Lenzi (Pd Toscana) scrivono: «Il Pd pisano si unisce alla preoccupazione e alle richieste del sindaco Marini e di quanti - cittadini e associazioni - hanno a cuore la tutela del nostro patrimonio ambientale. Bene ha fatto il sindaco a chiedere alle autorità competenti che sia fatta luce sul prosciugamento del lago e sulla sua origine. Il Partito Democratico pisano chiede che venga tenuta alta l'attenzione su questa vicenda e sia fatta luce sulle sue cause ed eventuali responsabilità, e vengano inoltre adottati provvedimenti che tutelino la flora e la fauna ancora presenti.
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