Il Tirreno

Muore a 44 anni, il dolore del rione

Muore a 44 anni, il dolore del rione

Mirko Modesti è deceduto in ospedale dopo tre settimane dal ricovero. Smentite le voci di un pestaggio, era caduto

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CECINA. «In questi momenti è difficile trovare le parole giuste, eri, sei e sarai sempre con noi. Non poteva esserci uscita con il carro senza la tua presenza e a settembre il tuo sarà un vuoto incolmabile nei cuori di tutti i rionali. Mirko ci mancherai». Firmato Massimo Bianchi.

É solo una delle tante frasi che i rionali del Palazzi hanno voluto dedicare a Mirko Modesti, 44 anni, deceduto la vigilia di ferragosto dopo tre settimane di ricovero in ospedale. Ieri sulla bacheca facebook del rione sono fiorite decine di dediche, con foto, frasi ricordo, addii, omaggi all’amico che se ne è andato troppo presto senza motivo. Carmine D’Addese, presidente del rione, ha invitato tutti a presentarsi nella chiesa di Palazzi, dove ieri mattina è stato celebrato il funerale, con la felpa gialloverde, i colori del quartiere.

Mirko era una presenza discreta e affettuosa, non mancava mai alle riunioni del rione, né alle sfilate allegoriche. Una tradizione di famiglia - i genitori Carlo e Imola fanno parte del direttivo della Targa - rinverdita da un suo speciale attaccamento a questa festa.

Ha mancato per la prima volta la sfilata del 12 agosto. Dalla fine di luglio, infatti, era ricoverato in ospedale per un ematoma piuttosto esteso sotto il bacino. Una brutta caduta di bicicletta, come ha raccontato ai medici dopo alcuni giorni, caduta probabilmente trascurata, perché Mirko non l’ha detto in casa, né ai genitori né ai fratelli. Forse si vergognava. Mirko aveva dei problemi fisici fin dalla nascita, pertanto era più fragile. Ma il dolore per il trauma ha avuto la meglio, e il giovane è stato ricoverato.

In un primo momento si è parlato di un’ernia. Poi, alla vista dell’ematoma, che secondo i medici poteva essere compatibile con una caduta ma anche con una lesione di altro tipo, si è confermato che si trattava di un trauma.

A Palazzi si è sparsa la voce che il giovane fosse stato picchiato nella piazza del paese, o dopo una festa all’aperto, da qualche balordo. Il motivo? Ignoto. Ma vista l’insistenza della voce, sono state fatte delle verifiche anche da parte delle forze dell’ordine, che hanno parlato con i medici dell’ospedale. L’indagine si è conclusa con un niente di fatto, confermando invece l’ipotesi della caduta. «Queste voci sono arrivate anche a noi, in famiglia - conferma il fratello Ronny, provato dal dolore -, gliel’ho chiesto, ho parlato a lungo con Mirko ma ha sempre negato. Se qualcuno sa qualcosa di più, o ha visto qualcosa, ce lo dica».

L’indagine conoscitiva di polizia si è comunque conclusa escludendo cause violente, tant’è vero che non è stata effettuata neanche l’autopsia.

Purtroppo il trauma ha avuto un’evoluzione inarrestabile sul corpo già indebolito di Mirko, che fin dai primi giorni è stato sottoposto a terapia intensiva. Ma non c’è stato niente da fare. Nell’ultima settimana di degenza è entrato in coma, e martedì è morto. Ieri mattina l’ultimo saluto. Tutto giallo-verde, in suo onore.(m.m.)

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