Il Tirreno

«Un danno al sistema giudiziario»

«Un danno al sistema giudiziario»

Da Alessandra Meini (Pd) anche due stoccate a Barabino e Velo

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CECINA. «Non è concepibile considerare le sedi distaccate dei tribunali dei rami secchi della giustizia ed è altrettanto sconcertante pensare che il decreto approvato ignori i parametri contenuti nella legge delega, infiggendo un così grave danno al sistema giudiziario». Così Alessandra Meini (Pd) interviene sul taglio del tribunale spiegando che «per queste motivazioni abbiamo condiviso con tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale il documento che chiedeva il mantenimento del tribunale di Cecina, il quale vanta livelli di efficienza e un servizio per l'intera area territoriale. Dal momento in cui il decreto entrerà in vigore ci saranno disagi e l'intasamento del tribunale di Livorno».

«Su una cosa mi trovo d'accordo con Barabino del Pdl - prosegue Meini - la forzatura del decreto ha sancito l'eccesso di potere dell'esecutivo sul Parlamento, il quale, attraverso le commissioni giustizia, pur avendo un ruolo consultivo è stato ignorato. Ricordo però a Barabino che è stato proprio il Governo Berlusconi ad avviare il processo di razionalizzazione del sistema giudiziario con la previsione di tagli ai tribunali e al sistema della giustizia in generale».

Poi una considerazioni sulle affermazioni dell’onorevole Silvia Velo (Pd), pur non menzionata da Meini: «Alcune esternazioni che presagivano ritorsioni nei confronti del governo le imputo a visioni eccessivamente localistiche e un po' miopi, che non rendono merito al lavoro politico condotto senza bandiere di appartenenza nelle sedi locali e nelle commissioni del Senato e della Camera».

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