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Il lago è sparito: pesci morti e oasi ko

Il lago è sparito: pesci morti e oasi ko

Il sindaco a prefetto e provincia : «Un disastro». Sotto accusa siccità e prelievi industriali. Indagine di polizia e vigili

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SANTA LUCE. «Un disastro». Lo scrive il sindaco del Comune di Santa Luce in una stringata ma eloquente nota che invia al prefetto e alla Provincia di Pisa, ma anche alla società Solvay, proprietaria del bacino e alla Lipu, che ne gestisce l'oasi. Decine di centinaia di pesci morti in quel che resta del lago che dal 1992 è riserva naturale, la fauna ittica praticamente sterminata. «Una tragedia. Qui a Santa Luce, per noi, il lago è tutto. Non c'è più nulla», racconta chi per primo, ieri mattina, ha varcato i cancelli che delimitano l'area per affacciarsi su uno specchio d'acqua trasformato in un rigagnolo. Sono morte carpe, anguille, lucci. Le tartarughe sono state viste migrare fino alla strada a caccia di acqua. Il danno ambientale - dicono qui - è gravissimo. Il sindaco Andrea Marini, a nome dell'amministrazione comunale, esprime rammarico. E annuncia: «Promuoveremo un incontro con tutti i soggetti interessati per analizzare la situazione ed eventuali responsabilità e nel contempo valutare le azioni a salvaguardia e per il ripristino della riserva».

Durissimo il commento del vice sindaco e assessore all’Ambiente Stefano Bertoli: «Qui è un disastro, la diga è seccata, non c’è più acqua nel lago. C’è già una ruspa della Solvay che sta rimuovendo i pesci morti. Non staremo con le mani in mano». Nel mirino di Bertoli c’è proprio la Solvay che avrebbe prelevato un quantitativo maggiore di acqua dalla diga: «L’azienda si giustifica col fatto che ha limitato i prelievi sul fiume Cecina - dice il vice sindaco - ma intanto per salvare un fiume è morto un lago». Solvay risponde puntando il dito sulla situazione eccezionale di siccità, ricordando tuttavia come l’acqua sia indispensabile per il funzionamento di una serie di produzioni e paventando il rischio di ridurre l’attività se permarrà questa situazione.

Intanto ieri la polizia provinciale di Pisa, intervenuta coi vigili urbani di S. Luce, ha prodotto un dettagliato verbale - corredato da un'eloquente documentazione fotografica - sulla situazione in cui versa il lago. Sarà determinante anche per accertare eventuali responsabilità. Si ricorda che il lago di Santa Luce si estende per 270 ettari ed è stato realizzato tra il 1958 e il 1960 dalla multinazionale che aveva bisogno di acqua dolce per le fabbricazioni dello stabilimento di Rosignano. Il lago è nato dallo sbarramento, attraverso una diga, del fiume Fine. Dal 1992 è un’oasi naturale e con intesa tra Solvay, provincia di Pisa e Lipu, la riserva è curata dall’associazione. Oggi l’oasi Santa Luce, con le oltre 150 specie censite, rappresenta un'importante area di sosta per gli uccelli migratori.

Anche per l’oasi il prosciugamento del lago sarà un colpo mortale. Allarmi sullo stato di grave crisi in cui versava andavano avanti da gennaio. Sono rimasti inascoltati.ALTRO SERVIZIO A PAG. 5

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