Sicurezza
Un progetto per togliere i corrieri dal centro città
ROSIGNANO. Manuel Quintavalle, 36 anni, rosignanese, fratello della campionessa di judo Giulia, ha presentato in Provincia la sua tesi di laurea di city logistic, su come razionalizzare la...
ROSIGNANO. Manuel Quintavalle, 36 anni, rosignanese, fratello della campionessa di judo Giulia, ha presentato in Provincia la sua tesi di laurea di city logistic, su come razionalizzare la distribuzione urbana delle merci nel centro di Livorno.
Una tesi sperimentale svolta in collaborazione con l'ente e discussa dal neo dottore in ingegneria civile all'ateneo pisano con relatore il professor Massimiliano Petri. In pratica uno studio su come snellire e abbattere costi, consumi e disagi del trasporto delle merci che arrivano in città, convogliando i mezzi in un punto di raccolta anziché farli entrare in centro.
«Uno studio che - dice Quintavalle - include una serie di vantaggi, non solo economici, con un notevole impatto sociale in termini di riduzione del rischio di incidenti, inquinamento: in un parola maggiore vivibilità».
Un progetto destinato a non rimanere sulla carta, ma che risponde a un preciso intento della Provincia che ha promosso l'idea poi sviluppata da Quintavalle. Adesso il progetto c'è, tutto sta trovare i finanziamenti: «Il costo del progetto è di 170 mila euro», dice Quintavalle.
A presentare il piano, insieme a Quintavalle, gli assessori ai trasporti della Provincia e del Comune di Livorno, Piero Nocchi e Maurizio Bettini.
Dal punto di vista delle infrastrutture esso prevede la «realizzazione di una piattaforma nell'interporto Vespucci di Guasticce. Qui dovrebbero essere convogliati tutti i mezzi di trasporto merci destinate al commercio nel centro città, il cosiddetto pentagono del Buontalenti. Prevalentemente si tratta di merci destinate al commercio al dettaglio: abbigliamento, prodotti per bar e locali, calzature, panifici». Una volta scaricati i prodotti potrebbero essere anche immagazzinati in un’eventuale struttura di stoccaggio.
La distribuzione avverrebbe «con un mezzo ecologico, diesel a basso impatto», che consentirebbe di evitare tutte le problematiche legate a un sistema di trasporto frammentato, che spesso crea caos nel centro città. In pratica adesso ognuno ha il proprio corriere che entra nelle vie cittadine. Questi mezzi sarebbero invece dirottati alla periferia.
«Grazie al consenso ottenuto dallo studio - ha concluso Nocchi - che ha visto coinvolti non solo la Provincia e il Comune di Livorno, ma anche l'Interporto, le associazioni di categoria e la Camera di commercio, sarà avviata una seconda fase che dovrà necessariamente vedere protagonisti tutti quei soggetti privati che vogliono investire su questi nuovi servizi». (c.c.)
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