La manifestazione
Tumori, serve uno studio epidemiologico
Luppichini e Franconi: «Aumentano i casi, perché Rosignano non è inclusa nel progetto Sentieri?»
ROSIGNANO. I consiglieri comunali del Gruppo comunista - Federazione della sinistra Giacomo Luppichini e Giorgio Franconi hanno presentato un'interrogazione urgente al sindaco Alessandro Franchi. Si chiede che venga fatta un’indagine epidemiologica sul territorio anche in considerazione dell’aumentato numero di casi di tumori evidenziato da studi epidemiologici.
Nel documento si chiede al primo cittadino se è a conoscenza del progetto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territorio e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) che è stato redatto dall'Associazione italiana di epidemiologia e pubblicato di recente sulla rivista specializzata "Epidemiologia e prevenzione". «Nel documento - scrivono Luppichini e Franconi - si evidenzia come in questi anni ci sia stato un incremento significativo della mortalità, soprattutto per tumore, nelle popolazioni esposte».
I consiglieri Luppichini e Franconi fanno presente che nello studio le sole località toscane prese in considerazione sono state quelle di Massa Carrara, Livorno, Collesalvetti e Piombino. Non figurano altre città industriali, tantomeno Rosignano.
I consiglieri fanno presente anche che già da tempo avevano chiesto agli amministratori di dotare il Comune di uno strumento di controllo della salute analogo a Sentieri.
«Da anni è pendente una nostra richiesta all'amministrazione - scrivono i due rappresentanti del Gruppo comunista - Federazione della sinistra - perché si faccia parte diligente nel promuovere uno studio analogo tra la popolazione del comune dal momento che l'area di Rosignano è stata classificata dall'Organizzazione mondiale della sanità in uno studio sui principali punti d'inquinamento del Mediterraneo del 1999, come uno dei quindici "hot spot" italiani bisognosi di bonifica ambientale».
Infine, nell'interrogazione urgente al sindaco Alessandro Franchi, Luppichini e Franconi chiedono se «l'amministrazione comunale intenda promuovere un ampliamento dello studio stesso con l'inclusione del Comune e quali passi intenda fare verso il Ministero della salute in questa direzione».
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