Sicurezza
«Questa tassa è un fastidio in più»
Imposta di soggiorno bocciata dagli imprenditori: «Ma il problema è l’assenza dei servizi»
CECINA. È stata approvata da quasi un mese e mezzo. La tassa di soggiorno a Cecina è diventata realtà dal primo giorno di luglio. Rimarrà in vigore fino al 15 settembre. Quest'anno i turisti sono piovuti a Marina col contagocce; qualche straniero nei campeggi, pochi italiani negli alberghi e tante case sfitte. Chi si è rivolto alle strutture ricettive si è trovato a fare i conti con la nuova imposta.
Va detto che a Cecina il peso della tassa è stato ridimensionato dal fatto che non esistono sul territorio comunale strutture di lusso. Quindi, tre euro per una notte in un albergo a tre stelle e poi giù a cascata: 80 centesimi per l'hotel a due stelle e 50 centesimi per i campeggi.
Come è stata digerita questa novità? «E' stata un ulteriore fastidio per gli imprenditori - dice Domenico Chiste di Confcommercio - e proprio in un momento di crisi. Qualche albergatore ha deciso di pagarla di tasca propria visto che diversi clienti avevano già fermato le camere prima dell'approvazione della tassa. Ripeto, è un elemento di disturbo in un periodo difficile per il settore. Ovunque si registra un calo. Sparare percentuali non è sempre semplice ma siamo intorno a un meno 20-40 per cento a seconda della zona. Comunque basta un giro in piazzetta a Castiglioncello o a Marina di Cecina per rendersi conto del calo».
Dalla tassa di soggiorno l'amministrazione conta di ricavare un tesoretto pari a 100mila euro.
«Al momento - spiega l'assessore al turismo Enrico Pieraccini - non abbiamo dati a disposizione. Se ne riparlerà a settembre. Le proiezioni sono indicative e tutto dipenderà dal numero di turisti arrivati in città e dai giorni della loro permanenza». Insomma, la crisi del comparto si potrebbe riversare indirettamente anche sull'amministrazione e i futuri investimenti.
«L'importante è che questi soldi vengano riversati sul turismo - dice Massimiliano Sileoni, presidente degli albergatori cecinesi - perché per noi questa tassa rappresenta un carico di lavoro in più. Sia quando arrivano i turisti che quando partono. Inoltre dobbiamo versare la cifra dovuta con cadenza mensile. Ci occupiamo anche di ciò che non ci compete, almeno gli euro vengano destinati ai servizi. Anche perché i turisti si lamentano con noi. A Marina non ci sono parcheggi, mancano i bagni pubblici su tutta la frazione e in molti hanno trovato l'ufficio turistico chiuso dopo le 17. All'estero situazioni del genere non esistono».
Non tutti i turisti, quando si sono trovati davanti all'imposta, si sono dimostrati entusiasti.
«Qualcuno ha storto la bocca e non l'ha pagata - dice Umberto Chisci, presidente di Confesercenti - altre volte agli albergatori è stato chiesto uno sconto per evitarla. Siamo in una fase transitoria. La tassa non ha influito in maniera determinante sulle presenze. Piuttosto sono curioso di sapere che cosa farà l'amministrazione con quanto ha ricevuto. Se qualcuno quest'estate ha scansato Marina di Cecina non l'ha fatto di certo per l'imposta di soggiorno ma per i servizi che mancano».
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